Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Nelle loro mani Novembre 2, 2009

Ecco in quali mani cadono i progetti delle piccole e grandi opere in Italia.

Ecco le rassicuranti competenze di chi decide se un’opera può essere realizzata oppure no, se un intervento rischia di distruggere un territorio o no.

Ecco in che condizioni si trovano a lavorare professionisti seri, che vengono rimossi dal proprio incarico per far posto a tecnici.. come dire.. con la cataratta ad entrambi gli occhi?

“Il Tar del Lazio boccia la nomina, da parte del ministero dell’Ambiente, delle commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche e ponti, aeroporti e autostrade, porti e ferrovie. Una sconfessione secca contenuta nelle sentenze pubblicate il 30 ottobre che danno al ministero 45 giorni di tempo per rimettersi in regola”.

 http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/ambiente/ministero-bocciato/ministero-bocciato/ministero-bocciato.html

 

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

 

Festival internazionale dell’ambiente Settembre 19, 2009

Dal 25 al 28 ottobre 2009 si terrà a Milano e provincia il Festival Internazionale dell’Ambiente, una serie denergia_pulitai incontri ed eventi di carattere internazionale volti a promuovere la sensibilità ambientale a tutti  i livelli.

Sarà affrontato ampiamente il tema legato all’energia con momenti di intrattenimento e coinvolgimento.

Per ulteriori informazioni http://festivaldellambiente.com/

 

silvia.ferrari@amb-ire.com

 

Che fate domenica? Maggio 19, 2009

Archiviato in: Attualità, Eventi, ambiente, aree naturali — marta mainini @ 4:31 pm
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Il 24 maggio (questa domenica) sarà la Giornata europea dei Parchi, quest’anno dedicata ai giovani, al futuro.

Lo scrivo con un minimo di anticipo, così da dare la possibilità, a chi lo desiderasse, di organizzarsi per tempo: le iniziative sono molte, proposte da diversi enti ed associazioni, potete trovarne alcune al sito nazionale dei parchi italiani (http://www.parks.it/giornatadeiparchi/index.php) oppure anche qui (http://www.lipu.it/eventi/).

Pensateci perché potrebbe essere una buona occasione per godersi una giornata primaverile all’aria aperta, con qualche buon amico, o in famiglia.
L’intento alla base di questa giornata è infatti quello di avvicinare le persone al mondo dei parchi, delle riserve e delle aree naturali in genere, stimolando idee e riflessioni riguardo l’importanza di continuare a preservare le aree verdi che fortunatamente hanno resistito ad una massiccia urbanizzazione del territorio italiano.
Le aree protette hanno un ruolo fondamentale nel garantire la conservazione dell’ambiente naturale e offrono occasioni di conoscenza e svago a chiunque lo desideri, attraverso escursioni guidate, giornate a tema, ma anche semplicemente aprendo le porte a visite autonome in un ambiente sano e vitale, il che non è poco.

Quindi cosa aspettiamo? Sosteniamo queste iniziative, ringraziando questi custodi dell’ambiente naturale e regalando a noi stessi un po’ di tempo ben speso; io, per esempio, andrò sabato sera ad un’escursione guidata “a caccia” di rapaci notturni, Senatore Orsi vuole venire con me? Senza fucile però…

Non mi rimane che augurarvi, anche se in anticipo, buona domenica.

marta.mainini@amb-ire.com

 

Stop ai ricorsi delle associazioni ambientaliste Maggio 7, 2009

ponte_grande

Il 10 marzo 2009 è stata presentata alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati una proposta di legge che intende bloccare i ricorsi delle associazioni ambientaliste contro grandi opere, abusi edilizi, violazione della normativa sulla caccia e altre tematiche di risvolto ambientale. Tutto ciò in nome della semplificazione e dell’accelerazione dei processi decisionali.

Se la legge sarà approvata, qualunque associazione che faccia ricorso contro una grande opera, rischierà, nel caso di soccombenza, di dover pagare risarcimenti per centinaia di milioni di euro, e quindi di chiudere i battenti.

La proposta (firmata da 120 Deputati del PdL)  è basata sull’assunto che sia il contenzioso giudiziario delle associazioni ambientaliste a bloccare “Il Cantiere Italia”.

Alcune associazioni ambientaliste riconosciute a livello nazionale, quali il WWF e il FAI stanno conducendo un’azione volta a fermare tale proposta in parlamento.

Una puntata di Comsumi e Costumi di Repubblica.it dedicata alla legge “blocca ricorsi”

http://tv.repubblica.it/rubriche/consumi-e-costumi/la-legge-blocca-ricorsi/32253?video

silvia.ferrari@amb-ire.com

 

Report: disegno di legge Orsi Aprile 29, 2009

 

Report

Disegno di Legge Orsi

Si presenta di seguito la parte introduttiva del Report, composto di altre quattro sezioni.

Cliccando rispettivamente su: quadro normativoDanilo Selvaggi, Osvaldo Veneziano, Rodolfo Grassi, troverete gli approfondimenti desiderati.

Il presente Report nasce dall’esigenza, più volte esternata dalle diverse parti in causa, cittadini compresi, di capire e approfondire le dinamiche contenute nel Disegno di Legge presentato dal Senatore Orsi in via definitiva lo scorso 11 marzo 2009. L’iniziativa di intervenire sulla legislazione italiana in materia di caccia e territorio arriva dopo uno dei tanti ammonimenti dell’Unione Europea volto a richiamare l’Italia al rispetto delle direttive comunitarie e a sollecitare il nostro Paese a dotarsi di una struttura normativa valida ed efficiente in materia di tutela delle specie minacciate e degli ecosistemi naturali a rischio.

A fronte di questi richiami all’ordine, la proposta del Senatore Orsi di ammodernamento della legge 157/1992 (recante norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio) ha fatto da subito discutere proprio perché è parsa, almeno ad alcuni, un passo indietro nella salvaguardia del patrimonio faunistico ed ambientale. Le modifiche proposte “riguardano la cattura temporanea e l’inanellamento, l’esercizio venatorio da appostamento fisso ed i richiami vivi, la definizione della zona faunistica delle Alpi, le forme di prelievo venatorio specialistico, la gestione programmata della caccia, la mobilità per l’esercizio della caccia alla fauna migratoria, la  disciplina delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, la gestione degli ungulati selvatici, la caccia alle specie opportunistiche ed invasive, il controllo faunistico, i divieti di caccia, la licenza di porto di fucile per uso di caccia e l’abilitazione all’esercizio venatorio, le tasse di concessione regionale, il fondo di garanzia per le vittime della caccia ed il risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e dall’attività venatoria, la vigilanza venatoria e le sanzioni amministrative” (Intervento del Sen. Orsi in Commissione Territorio, Ambiente e Beni Culturali, 71ª Seduta, 11 marzo 2009).

Non abbiamo inserito appositamente una parte dettagliata riguardo i contenuti del Ddl, perché ci è sembrato di maggior stimolo alla lettura completa del lavoro presentare le modifiche rilevanti proposte da tale decreto nello svolgersi dei dialoghi con i nostri interlocutori.

Il nostro intento è stato dunque quello di chiarire, se pur brevemente, il quadro normativo attualmente vigente, al fine di creare una minima consapevolezza delle norme vigenti sul territorio italiano in materia ambientale; volendo rendere più vivo il confronto, abbiamo dato voce a tre rappresentanti delle categorie che si sono esposte nel dibattito riguardante il Ddl, chi a favore, chi contro.

Chi meglio di loro poteva accompagnarci nell’analisi del Ddl Orsi?

Troverete quindi tre interviste: una a Danilo Selvaggi, Responsabile nazionale dei rapporti istituzionali Lipu (Lega italiana protezione uccelli); la seconda a Osvaldo Veneziano, Presidente nazionale Arcicaccia; la terza a Rodolfo Grassi, Presidente Provinciale Fidc Milano.

La struttura del Report è libera, sullo stampo dei libri interattivi. Partite quindi da dove desiderate, saltate le parti che volete, il filo si ritrova sempre… Le domande rivolte ai nostri intervistati seguono una struttura comune, voluta appositamente per consentire ai lettori un confronto tra le varie posizioni esistenti; ovviamente, a seconda delle differenti competenze dell’intervistato, in ciascuna intervista sono stati approfonditi aspetti specifici .

Manca una voce in questo lavoro, quella del Senatore Orsi, cui ovviamente è stata a suo tempo richiesta l’intervista, in quanto proponente del Disegno di legge. Per il resto, se qualcuno avesse voglia di partecipare al dibattito in corso, mi contatti senza alcun problema: marta.mainini@amb-ire.com

Andiamo dentro le notizie; buona informazione.

 

Dorsale Verde Nord Milano: i risultati della progettazione partecipata Aprile 17, 2009


Sta sera appuntamento al Centro di Formazione ed educazione ambientale “Alex Langer” dell’Oasi Lipu di Cesano Maderno, per l’incontro pubblico in cui saranno illustrati i risultati del lavoro svolto da Comuni, Enti parco, Associazioni e cittadini per la creazione della “Dorsale Verde Nord Milano” .

Costruire la natura, fare paesaggio

Dorsale Verde Nord Milano: i risultati della progettazione partecipata

nell’occasione verrà presentato il volume

DORSALE VERDE NORD

Una guida alla scoperta degli spazi aperti dal Ticino all’Adda

Maggioli Editore

programma

 

La protezione della fauna selvatica: una vecchia questione… Aprile 14, 2009

In un momento in cui è alta l’attenzione sul tema della tutela della fauna selvatica, in seguito al Disegno di Legge sulla caccia avanzato dal senatore Franco Orsi, propongo alcuni estratti di un articolo scritto da Dino Buzzati nel 1948, in cui l’autore esprime la propria preoccupazione circa la protezione di alcune specie in pericolo di estinzione.

Con un po’ di rammarico mi accorgo che questo articolo, risalente a 60 anni fa, è in alcuni punti e nelle intenzioni molto attuale!

orso

“Mi preoccupano gli stambecchi, mi preoccupano le magnifiche specie di orsi e dei camosci d’Abruzzo, del daino e del muflone di Sardegna, penso alla piccola foca monaca che ho giorno ho visto emergere dalle acque del Mediterraneo, ma la mia malattia, forse voi lo sapete, è l’orso bruno dell’Adamello e del Brenta. Per queste povere bestie che si stanno arroccando lassù in una suprema difesa, io invoco consiglio e protezione. A noi decidere: il loro habitat naturale dovrà mutarsi in una tomba o diventare luogo di rigenerazione e di vita?

Soltanto nel Gran Paradiso – merito di Renzo Videsott, commissario del parco nazionale – i famosi stambecchi, orribilmente decimati durante la guerra, hanno avuto una bella ripresa. Ma da tutte le altre parti giungono S.O.S. I caprioli in Val Trafoi sono finiti tutti in padella o sugli spiedi. I cervi della zona dell’Ortles Cevedale sono sempre più minacciati, di orsi bruni non ne restano che 24, la civiltà impesta progressivamente selve e monti. All’estero, col sistema dei parchi nazionali si sono fatti miracoli; negli Stati Uniti, nel Canadà, nel Sud Africa, in Svizzera, perfino dell’Eurasia sovietica.

L’Italia è buona ultima, eppure a noi è stato affidato dalla sorte il destino di varie e preziose specie. Ma che importa – dirà qualcuno – se l’orso scomparisse dalle Alpi? E’ un po’ come chiedere perché sarebbe un guaio se il “Cenacolo” di Leonardo andasse in polvere. Sarebbe un incanto spezzato senza rimedio, una nuova sconfitta della già mortificatissima natura; perché quanto più si estende sulla terra vergine il dominio dell’uomo, tanto più diminuiscono le sue possibilità di salvezza, e a un certo punto egli si troverà prigioniero di se stesso, gli verrà meno il respiro e per un angolo di autentico bosco sarà disposto a dar via tutte le sue diaboliche città, ma sarò troppo tardi, delle antiche foreste non rimarrà più una fogliolina.”


Da “S.O.S. per l’orso alpino e altre povere bestie” in Le Montagne di Vetro, Dino Buzzati.

silvia.ferrari@amb-ire.com

 

La Val di Mello è Riserva Naturale Marzo 30, 2009

Autunno in Val di Mello

Dopo anni di battaglie, di opposizioni alla costruzione di strade e nuove centrali idroelettriche e di petizioni contro interventi speculativi, da parte di abitanti e amanti della Val di Mello, la Regione Lombardia ha finalmente approvato all’unanimità  l’istituzione di una Riserva Naturale in questa splendida e incontaminata valle delle Alpi Retiche, che ha scelto da tempo uno sviluppo turistico sostenibile rinunciando a impianti di risalita e mantenendo integra la sua naturalità.  Sarà l’area protetta più vasta della Lombradia, con 46 mila ettari di territorio sotto tutela rivolti ad un turismo differenziato e a basso impatto ambientale.

L’area della Val di Mello sarà divisa in tre zone: riserva naturale integrale (con la massima tutela ed una rigida disciplina degli accessi oltre che il divieto di realizzare qualsiasi nuovo edificio e insediamento produttivo o ampliare quelli esistenti) riserva naturale orientata e infine, nel fondovalle, riserva naturale parziale di interesse paesistico.
Permessa la pesca nei torrenti ma totalmente negata ogni forma di caccia.
L’elevato pregio di questo territorio ha condotto inoltre a valutare la possibilità di avvio del processo di gemellaggio con un importante Parco USA, il Parco Naturale di Yosemite (il primo parco dichiarato dal Governo federale americano) che, pure presentando una dimensione ben più ampia della Val di Mello, possiede caratteristiche naturali e paesistiche per diversi versi similari.

La gestione dell’area protetta sarà affidata al Comune di Valmasino e all’Ersaf, l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste.

E’ un grande traguardo per abitanti, arrampicatori, escursionisti e appassionati di montagna che da anni frequentano la valle….e anche per le numerose specie di fauna e flora presenti sul suo territorio, che potranno continuare a vivere in tranquillità senza temere l’intervento distruttivo dell’uomo.


silvia.ferrari@amb-ire.com

 

Eventi: Viaggiare leggeri Febbraio 18, 2009

Archiviato in: Eventi — Marianna Colombo @ 6:01 pm
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Anche nel 2009 la Provincia di Milano in collaborazione con la libreria Feltrinelli propone un ciclo di incontri con autori di libri che hanno deciso di trattare temi legati all’ambiente. Quest’anno l’iniziativa porgerà maggiore attenzione a coloro che hanno deciso di trattare argomenti legati al vivere sostenibile.

Giovedì 19 febbraio alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires sarà la volta del nuovo libro di Andrea Poggio (vicedirettore generale di Legambiente) dal titolo “Viaggiare leggeri”.

Per maggiori informazioni: http://www.provincia.mi.it/pianificazione_territoriale/agenda_21/Vivere_sostenibile_Poggio.jpg

 

Venti contrastanti? Dicembre 2, 2008

 

 

La direttiva europea 20-20-20 prevede di raggiungere entro il 2020 la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l’incremento del 20% delle energie rinnovabili e un aumento del 20% di efficienza energetica. Proprio in questi giorni (1-12 Dicembre) si sta svolgendo in Polonia, nella città di Poznan, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, allo scopo di creare un piano di azione efficiente che permetta ai partecipanti di arrivare con obiettivi concreti alla prossima Conferenza mondiale di Copenhagen.

In particolare dalla Conferenza di Poznan ci si aspetta di rinforzare l’implementazione del Protocollo di Kyoto, stimolare la crescita di competenze  e capacità nei paesi in via di sviluppo, ridurre le emissioni dovute alla deforestazione, promuovere il trasferimento tecnologico e l’adattamento  ai cambiamenti climatici. Tutto questo in vista della cruciale conferenza di Copenhagen che si terrà entro la fine del 2009 e che dovrà siglare gli effettivi impegni internazionali nella riduzione dei gas ad effetto serra.

 

Alla luce di questi movimenti, la situazione in Italia come si presenta?

Se la Germania ha ridotto le proprie emissioni del 18% rispetto ai valori del 1990, l’Italia ha aumentato le proprie emissioni dell’8,9 % dal 1990 e vorrebbe ulteriori deroghe al suo impegno: il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo sottolineano la necessità di rivedere il limite di emissioni stabilito dall’Unione Europea per ciascun paese.

 

Quello che dovrebbe farci desistere però, è che l’UE ha già offerto all’Italia uno sconto sui nuovi target per il clima, con la scelta di fissare al 2005 invece che al 1990 l’anno di riferimento per i nuovi tagli dei gas serra entro il 2020.

 

Entro tale anno, secondo il pacchetto UE l’Italia dovrà quindi ridurre le emissioni a effetto serra del 13% rispetto ai livelli del 2005. E il nostro Paese ancora si lamenta, pur constatando che al 2005, nonostante l’adesione al protocollo di Kyoto, avesse aumentato le proprie emissioni di CO2 del 12% rispetto ai valori del 1990. Di conseguenza, dobbiamo ammettere che ci è stato già assegnato un consistente sconto, mentre Germania, Gran Bretagna e Francia si assumono dal 2012 al 2020 impegni reali di riduzione nell’ordine di centinaia di milioni di tonnellate di CO2.

 

Bisognerebbe anche riflettere sul perché il Governo italiano e Confindustria sostengano che la spesa di adeguamento alla direttiva europea per il nostro Paese si aggiri intorno ai 25-30 miliardi di euro l’anno, mentre dall’Europa giungono stime pari a circa 9,5-12,3 miliardi/anno.

Persino il commissario Ue Ambiente Stavros Dimas contesta le obiezioni del Governo Italiano sul pacchetto clima: “l’Italia probabilmente farà l’affare migliore”.

Il commissario si è detto infatti allibito per le obiezioni avanzate dal nostro Paese. Ha aggiunto “per l’Italia in questo pacchetto ci sono enormi opportunità e non svantaggi. L’occupazione salirà dello 0,3%, ci sarà più sicurezza energetica, più energia rinnovabile e un futuro con minori emissioni e soprattutto molti incentivi all’innovazione”. Ha poi detto, riferendosi alle stime diffuse in Italia in relazione all’applicazione delle misure previste dal pacchetto clima-energia: “Non so da dove vengano questi numeri, ma sono scenari che non si basano sul nostro pacchetto. In Italia i numeri sono completamente al di fuori di ogni proporzione rispetto a quello che chiediamo ai Paesi di fare”.

 

Secondo l’Ue i costi sarebbero tra i 9,5 e i 12,3 miliardi, mentre in Italia si parla di 18-25 miliardi.

 

Nel dibattito su stime e costi di adeguamento, Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente, sottolinea la necessità di contabilizzare anche il ritardo italiano, che dovrà essere colmato con l’acquisto di crediti che potranno costare fino a 7 miliardi di euro “le altre economie forti del vecchio continente invece non solo non dovranno ricorrere al massiccio acquisto di crediti di CO2, ma cominciano già oggi a raccogliere i benefici di investimenti ragionati nel campo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica”.

 

Quindi.. investire tra i 9 e i 12 miliardi di euro in innovazione, capacity building, efficienza energetica, energia pulita (senza contare gli innumerevoli benefici di lungo termine riguardo la salute, la conservazione delle risorse naturali etc..) o continuare sulla vecchia strada del consumo cieco, spendendo comunque circa 7 miliardi di euro..  in multe, senza ricavarne alcun beneficio?

 

Non è una scelta politica, non si tratta di destra o sinistra, qui si tratta “solo” del futuro, di quello che vogliamo, di chi farà la scelta giusta.

marta.mainini@amb-ire.com

 

Per approfondimenti:

http://www.conservation.org/discover/science/conferences/Pages/un_cop_14_poznan.aspx

http://www.lanuovaecologia.it/

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=866&ID_sezione=76&sezione=Ambiente