Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato dicembre 17, 2008

Come non aderire…

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato


CAMPAGNA NAZIONALE

L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.

Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.

Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno.

Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento.

Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura.

Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.

Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.

Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite.

Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata.

Curiamola!

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

Aderisci alla campagna nazionale:

altritalialtromondo@gmail.com

Scarica il manifesto!

campagna promossa da

AltritAsti, Gruppo P.E.A.C.E. Pace, Economie Alternative, Consumi Etici

www.altritasti.it

AltrItalialtroMondo, il blog del sindaco di Cassinetta di Lugagnano

http://domenicofiniguerra.wordpress.com

Cibernetica Sociale Italia

www.ciberneticasociale.org

Eddyburg, Urbanistica, politica, società

eddyburg.it

Movimento per la Decrescita Felice

www.decrescitafelice.it

 

Expo: i conti non tornano. dicembre 15, 2008

logo_expo

“I grandi eventi e la competitività delle destinazioni: Milano Expo 2015”

Il 9 dicembre, alle 10.30 si è svolto presso l’università IULM un incontro organizzato dalla stessa università e dal Sole 24 Ore a chiusura del master Universitario in: “Tourism Management”.

L’incontro ha visto la presenza di quattro relatori: dott. Massimo Espositi, prof. Ezio Marra, Dott. Stefano Acbano e il prof. Aldo D’Elia.

Qui di seguito potrete leggere una breve sintesi dei quattro interventi.

Massimo Espositi Qui alcune informazioni su di lui

Il dottor Espositi ha presentato il sondaggio svolto dalla società IPR al posto del dott. Andrea Noto.

Il questionario, che ha avuto come scopo quello di capire come sia percepita expo dagli italiani, è stato svolto telefonicamente su di un campione di 1000 intervistati.

I risultati non sono ancora disponibili on-line (dovrebbero pubblicarlo sul seguente sito internet www.mtm.iulm.it ).

Le anticipazioni fornite hanno dipinto una fondamentale ignoranza circa il tema che tratterà expo 2015.

Ezio Marra Qui alcune informazioni su di lui

Il prof. Marra ha presentato un ulteriore sondaggio con oggetto la percezione dell’Italia come meta turistica da parte di tre nazionalità differenti: inglese, francesi e tedeschi.

All’interno del questionario erano presenti anche alcune domande inerenti alla futura manifestazione “Expo 2015”.

Il  90% degli intervistati non conosceva il luogo in cui si terrà la manifestazione.

Secondo il professore il rischio sarà appunto quello di una scarsa partecipazione straniera all’evento.

Analizzando il “Mega-evento” Marra ha evidenziato 3 aspetti che sono costantemente sotto i riflettori della stampa:

1. Business immobiliare:

1.1 “Archi Star” ovvero i palazzi progettati da architetti di fama mondiale

1.2 “Case a go-go”

2 Trasporti ( metropolitana, pedemontana, alta velocità ecc…)

3 Tecnologie ( fibra ottica, wireless ecc)

In tutto questo mancano, sempre secondo l’opinione di Marra, i contenuti. Il tema dell’alimentazione non è discusso né tantomeno conosciuto.

Marra indica lo svolgimento dei grandi eventi (Expo, olimpiadi ecc..) come prima soluzione allo spopolamento e alla conseguente crisi delle città avvenuta a partire dagli anni ‘70/’80 e imputabile alla “crisi del Fordismo”. In Italia questa crisi è intervenuta esattamente dopo 15 anni rispetto al resto d’Europa.

La prima città italiana che ha tentato di uscirne grazie ad un megaevento è stata Genova con le “colombiani” nel 1992.

In sostanza le città prima degli anni ’80 offrivano economia e cultura separatamente ora invece devono puntare ad offrire entrambe le cose e a livelli qualitativi notevolmente elevati.

Qui di seguito la lista di 10 elementi attualmente utilizzati per il ri-sviluppo urbano:

1. Film commission

2. Iconic Building ( Landmark)

3. Città esperienziale (che coinvolga i 5 sensi)

4. Redicovering the water front (come potrebbe essere per Milano con i Navigli)

5. Mega Eventi

6. Museum (intesi come punti landmark, come è  stato il Guggenheim per Bilbao)

7. Cultural events ripetuti ( Umbria jazz, il carnevale di Venezia ecc..)

8. Luci della città

9. Wi-fi cities

10. Heritage cities ( importanza della memoria storica)

In chiusura Marra ha sottolineato le due grandi problematiche di Expo rispetto alle Olimpiadi:

1. La durata (sei mesi contro due settimane)

2. Il numero di visitatori ( Torino 2006 ha portato 200mila persone, la stima riportata da Marra per Expo 2015 sarà di 30milioni di persone, 250mila al giorno)

Stefano Acbano – Corporate Planner EXPO Milano 2015

Il dott. Acbano ha presentato i dati ufficiali previsti per Expo 2015 che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. Tra questi i più rilevanti sono:

· Previsti 21/29 milioni di visitatori

· Investimenti infrastrutturale per 14 miliardi di €

o Opere dirette 3,2 miliardi di € (ad esempio la metropolitana)

o Opere già previste 11,7 miliardi di € (ad esempio la pedemontana)

· Previsti 44 miliardi di € di benefici economici.

· Previsti 70 mila nuovi posti di lavoro

· 7.000 eventi

· 36.000 volontari

· 150 mila ingressi al giorno (100 mila in meno di quelle riportati da Marra)

Per quanto riguarda il potenziamento del capitale sociale è prevista un notevole dispendio di energie nella formazione:

· 3 sono i master già attivi in Italia

· Numerosi corsi in paesi stranieri sono attivi e saranno attivati a breve

Il fine di Expo è quello di presentare durante i 6 mesi della manifestazione i risultati ottenuti da tutti i progetti che saranno attivati a partire dal 2009. I progetti, inerenti a tematiche legate all’alimentazione, dovranno concludersi nell’arco dei 7 anni che mancano al 2015 per permetterne la diffusione dei risultati durante l’esposizione internazionale.

L’esposizione vedrà la presenza di 2 grandi cerimonie, una di apertura e una di chiusura, che saranno affidate su base di un bando di concorso internazionale.

Aldo D’Elia – docente di Managment del turismo presso l’Università suor Orsola di Napoli

Il prof. D’Elia ha presentato il suo libro “Economia e management del turismo. Destinazioni e imprese nello spazio turistico globale”.

D’Elia ha illustrato come il futuro della mobilità turistica porterà nel 2020 2 miliardi di persone a varcare le frontiere del proprio paese d’origine. Secondo quanto espresso dal relatore questa enorme massa di turisti rischia di causare una mercificazione della cultura. Risulta quindi necessario creare un nuovo equilibrio basato sulla sostenibilità per poter gestire questa nuovo enorme afflusso turistico.

Relativamente ad Expo il professore ha citato la necessità di ulteriori 500mila nuovi posti (secondo il Professore questi dati derivano da una ricerca svolta dall’Università Bocconi, ricerca di cui non abbiamo informazioni) letto per gestire i picchi massimi di affluenza in quanto le cifre riportate dal prof. Marra e dal dott. Acbano sono relative ad una affluenza media e non ai picchi massimi che saranno registrati.

In merito a quest’ultima affermazione il dott. Acbano non ha confermato i dati riportati dal prof. D’Elia affermando che le strutture alberghiere già presenti all’interno “dell’area 1” sono perfettamente in grado di assorbire la domanda turistica.

Ho deciso di pubblicare questo articolo sul blog di amb-ire perchè credo che il “mega – evento” Expo abbia delle fortissime implicazioni ambientali. I dati presentati alla conferenza mostrano chiaramente come non ci sia nessuna chiarezza su quale sarà la portata di questa manifestazione; ogni relatore ha parlato di cifre completamente differenti e non sembra sia possibile trovare un punto d’incontro.

Sarà un successo o una disfatta colossale? Siamo certi che Milano abbia bisogno di tutto questo? Si può veramente parlare di sostenibilità quando gli organi ufficali di Expo ci dicono che non servono nuove costruzioni e invece per la città non si vedono altro che cantieri aperti?

jacopo.zurlo@amb-ire.com

 

Una messa in piega??

 

Dopo l’affermazione del Presidente francese Sarkozy riguardo la necessità di raggiungere un accordo sul pacchetto salva-clima, Berlusconi ha affermato “..oggi mi tocca fare il cattivo e così divento il più antieuropeista”, aggiungendo che trova “assurdo parlare di emissioni quando c’è una crisi in atto: è come uno che ha la polmonite e pensa di farsi la messa in piega”.

 

Dunque.. per il nostro Presidente del Consiglio le problematiche ambientali rivestono importanza equiparabile ad un’inutile permanente su una persona malata gravemente..

Ma che futuro può avere l’Italia con un leader che dimostra una tale inconsapevolezza?

Purtroppo questa è l’ignoranza (attenzione, non in senso offensivo, bensì nel suo legittimo significato di grave -non conoscenza) che caratterizza molte delle azioni protagoniste degli ultimi anni: l’uomo si prende gioco dell’ambiente, sfrutta le risorse naturali, inquina, distrugge e liquida poi la questione ambientale come se fosse uno degli ultimi problemucci.. Ma è così difficile capire che l’ambiente naturale è la forza che ci sostenta, che ci dà da mangiare, da respirare?

Oserei dire, piuttosto, che pensare alle emissioni e a tutto quanto gira intorno alla salute del pianeta è l’unica vera possibilità che oggi abbiamo per poterci preoccupare in futuro di una banale messa in piega.. o temo che avremo problemi più seri da affrontare. E’ vero che c’è la crisi, va bene, ma quando avremo distrutto e inquinato tutto il resto, cosa ce ne faremo di tutti i soldi guadagnati? Cosa compreremo? Un altro pianeta?

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

Lavoro e ambiente. Due diritti conciliabili? dicembre 10, 2008

Filed under: Attualità,Educazione ambientale — marta mainini @ 4:14 pm
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Torniamo a riflettere sul diritto ad un ambiente salubre e il diritto al lavoro, due pilastri della società moderna e democratica, o almeno, lo dovrebbero essere.

Ricerche e analisi scientifiche portate avanti da Arpa Puglia, Ines, Peacelink, Ail.., hanno rivelato nelle zone vicine agli stabilimenti dell’acciaieria Ilva una quantità di diossina pari al totale di quella emessa dalle industrie di Austria, Regno Unito, Svezia e Spagna: più o meno 171 grammi all’anno contro i 166 delle quattro nazioni europee.

Questi sono dati allarmanti, che devono essere presi in mano e affrontati. Soprattutto se valutati insieme ai dati diffusi dall’associazione Peacelink e dalla sezione tarantina dell’Ail, associazione contro le leucemie, secondo le quali un bambino che vive a ridosso dell’area industriale inala in media l’equivalente di benzopirene (il più cancerogeno tra gli idrocarburi policlinici aromatici) contenuto in due sigarette, per un totale di 780 sigarette all’anno.

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola esprime la propria preoccupazione rispetto alla rimozione di professionisti dall’incarico di decidere se concedere all’Ilva l’Autorizzazione integrata Ambientale (Aia), valutazione necessaria per la prosecuzione dell’attività produttiva della stessa acciaieria. Il Ministro Stefania Prestigiacomo ha infatti nominato tecnici di sua fiducia al loro posto; Nichi Vendola afferma: “Una decapitazione del sapere tecnico-scientifico che dà forte ragione di inquietudine”.

 

La Regione Puglia ha così deciso di proseguire da sola la battaglia per posti di lavoro sani e ha presentato una proposta di legge che imponga all’Ilva e alle altre aziende sul territorio regionale la riduzione delle emissioni inquinanti. “Qui si vuol far credere – spiega ancora il presidente pugliese – che in realtà non c’è niente da fare. Che o c’è la fabbrica con tutti i suoi veleni, o c’è una salubrità mentale assediata dalla disoccupazione. Ci si mette davanti all’opprimente aut aut che o si muore di cancro o si muore di fame. Invece investendo nelle tecnologie quelle riduzioni possono  arrivare. In caso contrario, meglio una vita da povero che una morte sicura”.

marta.mainini@amb-ire.com

 

In piazza per il clima dicembre 9, 2008

Filed under: Eventi,Uncategorized — marta mainini @ 5:42 pm
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Giovedì 11 dicembre in Piazza Montecitorio ore 11.00. Cittadini, aziende, associazioni contro il provvedimento che taglia gli incentivi del 55% per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

“L’articolo 29 del decreto legge 185/2008 limita la possibilità di usufruire dello sconto per gli interventi di riqualificazione energetica, rende più complicato e discrezionale l’iter per accedere agli sgravi. Una scelta sbagliata, perché il solare termico e il risparmio energetico rappresentano per le famiglie una possibilità concreta di risparmio, per le imprese una prospettiva di innovazione e di lavoro, per l’Italia un’opportunità di ridurre importazioni di combustibili fossili e emissioni”, ufficio stampa Legambiente.

marta.mainini@amb-ire.com

Per maggiori informazioni: http://www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&id=4909

 

Nuovo opuscolo educazione ambientale Parco del Ticino dicembre 8, 2008

Filed under: Educazione ambientale,Turismo sostenibile — daniele genoni @ 10:51 pm
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Il Consorzio Parco lombardo della Valle del Ticino ha dato alle stampe il nuovo opuscolo riguardante le attività di educazione ambientale promosse dall’Ente. Il documento è reperibile sia presso la sede di Pontevecchio di Magenta (via Isonzo 1) che nei vari Punti Parco presenti sul territorio del parco, ma soprattutto è consultabile e scaricabile presso il sito internet  http://www.parcoticino.it/index.php?id=99&news_id=71. Le attività sono organizzate dalle varie associazioni e cooperative del territorio, e sono differenziate per tipologia e target di riferimento (con particolare riguardo alle scolaresche); sono presentati inoltre tutti i dettagli organizzativi e logistici necessari per l’organizzazione delle attività.

ticino

 

Diritto al lavoro o diritto ad un ambiente salubre? dicembre 4, 2008

 

Negli ultimi giorni di Novembre a Taranto ci sono stati movimenti significativi, che necessitano una riflessione: un corteo di cittadini, autorità locali e associazioni ambientaliste ha manifestato contro l’attività inquinante dell’acciaieria Ilva.

Ben diciotto associazioni ambientaliste, unite nella sigla Alta Marea, più cittadini – oltre 20.000 persone hanno manifestano per sostenere che i diritti dell’ambiente e i diritti del lavoro possono e devono coesistere, anche a Taranto, dove il lavoro, il più delle volte, si chiama Ilva.

Uno dei maggiori problemi di tale attività è rappresentato dalle  emissioni inquinanti: secondo i dati Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti)*, nei cieli italiani viene riversato il 9% della diossina prodotta in Europa e secondo l’Arpa, la diossina viene in buona parte dai camini dell’Ilva.

Al corteo contro l’inquinamento svoltosi lo scorso 29 novembre ha partecipato anche l’Ail, l’associazione contro le leucemie. La Presidente Paola d’Andria ha in tale occasione precisato: “La situazione in città è drammatica. L’aumento di patologie tumorali è impressionante: ogni giorno incontriamo bambini e ragazzini che si ammalano di linfomi, giovani donne in gravidanza, anziani e operai Ilva». Il punto cruciale su cui ruota la questione è: la citata acciaieria sostenta molte famiglie, dà lavoro, ma ad un prezzo troppo alto. E’ arrivato il momento di affrontare il problema, perché esiste una possibile conciliazione fra posti di lavoro e salute. Deve essere trovata. Il coordinatore della rete Alta Marea Giuseppe Merico afferma: “..così come non si deve morire di cancro, non si deve morire di fame. Siamo in Europa, e in Europa si può.”

 

Il nostro impegno sarà seguire la vicenda e mantenere vigile l’attenzione. Prossimi approfondimenti a breve.

*INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) ed EPER (European Pollutant Emission Register) sono registri integrati nati nell’ambito della direttiva 96/61/CE, meglio nota come direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control). Essi sono il risultato di un approccio integrato alla gestione ambientale che coinvolge i governi, le industrie e il pubblico e dà la possibilità a quest’ultimo di esercitare il proprio diritto di accesso ad informazioni ambientali in maniera semplice attraverso la moderna tecnologia.

 

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

In montagna senz’auto

Filed under: Uncategorized — silvina @ 5:02 pm
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“Viaggiare rilassati nelle regioni montane della Svizzera”, questo è l’obiettivo del progetto “Vacanze dall’auto”.

Il WWF Svizzera, l’Associazione Traffico e Ambiente della Svizzera e la Scuola superiore del turismo del Vallese, che coordinano il progetto, hanno già scelto quattro destinazioni pilota: Lenk, Braunwald, Ägerital-Sattel e la regione del Parco nazionale dell’Engadina. In ciascuna di queste regioni vengono proposte offerte che mettono a disposizione degli ospiti in vacanza senza auto svariate e comode forme di mobilità. Si punta a migliorare sia le possibilità di trasferimento alla destinazione senza auto, sia la mobilità in loco. È previsto anche il servizio di trasporto bagagli porta a porta. Le prime offerte possono già essere prenotate per l’estate 2009.
Anche in Francia alcune destinazioni turistiche si impegnano per offrire maggiori alternative all’uso dell’auto privata. Ad esempio è stata recentemente avviata una cooperazione tra le zone sciistiche riunite sotto la denominazione “Labellemontagne” e il sito Internet http://www.covoiturage.fr, che si propone di semplificare e promuovere l’offerta e l’utilizzo di passaggi in auto condivisi (car-pooling).

Il trenino rosso del Bernina

Il trenino rosso del Bernina

 

Nel silenzio generale, il governo privatizza l’acqua dicembre 3, 2008

 

«Ferma restando la proprietà pubblica delle reti (idriche ndr), la loro gestione può essere affidata a soggetti privati». È il 6 agosto 2008, il governo Berlusconi, approvando la legge di conversione n°133 «recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», sancisce di fatto la privatizzazione dell’acqua pubblica. O meglio ancora, introduce la possibilità per gli enti privati, che ne assumeranno l’incarico, di gestire e controllare beni primari di servizio pubblico. L’acqua su tutte.

Cambiano le parole, si nascondono i significati, ma la sostanza non cambia: l’acqua in Italia è stata privatizzata. Da diritto acquisito diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato. Lo stesso sistema che solo nell’ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni.

Il decreto legge n°133, voluto fortemente dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, parla chiaro: si interviene «al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni».

Eppure, dopo un rapido sguardo alle esperienze cosiddette “pilota” della provincia di Latina, sorgono non pochi dubbi proprio sulle garanzie di accesso al servizio.


acquaacquacomune1

In città come Aprilia, comune che ha sposato il progetto di privatizzazione dell’acqua già da diversi anni, si è assistito a un processo rapido e febbrile di innalzamento vertiginoso dei costi delle tariffe (+ 300%).

E non solo.

Si è instaurata infatti una nuova procedura per tutti coloro che, per necessità o per scelta, non possono permettersi i costi aggiuntivi imposti da AcquaLatina, società ormai sotto il controllo della multinazionale Veolia, che ne possiede il 46,5% delle azioni. Esattamente come nel terzo mondo, vigilantes e forze dell’ordine sono assoldati per rimuovere contatori e bloccare rubinetti. Ma non basta. Nel territorio pontino, oltre agli aumenti sconsiderati delle bollette, si è registrato un drammatico scadimento della qualità dell’acqua: nel 2005, ad esempio, a Cisterna sono stati riscontrati tassi di arsenico pari a 200 microgrammi per litro, oltre il 70% del volume idrico disperso o non giunto a fatturazione.

Nella storia recente un caso limite sul fronte della privatizzazione dell’acqua è avvenuto in Bolivia nei primi anni del nuovo millennio. A seguito dei debiti contratti dai prestiti-killer della Banca Mondiale per lo Sviluppo, il governo boliviano fu costretto a svendere nelle mani di corporation americane le risorse petrolifere, la compagnia aerea di bandiera, le ferrovie e la gestione dell’energia elettrica. Le risorse idriche vennero date in concessione alla Bechtel Corporation di San Francisco. Il contratto prevedeva la proibizione di far propria l’acqua piovana, anch’essa per assurdo era divenuta proprietà e patrimonio della multinazionale californiana. Per i debitori era persino contemplata la confisca dell’abitazione. Nell’aprile del 2000 la popolazione locale sfiancata dall’impossibilità di sopportare le nuove tariffe imposte, si ribellò. Nonostante una repressione violentissima che costò la vita a sei persone, tra cui due bambini, e centinaia di feriti provocati dal governo schierato a difesa degli interessi della corporation, l’esercito e la polizia rientrarono nelle caserme e il popolo boliviano riuscì a riprendere il controllo dell’acqua.

In Italia è solo questione di tempo. Nei giorni scorsi, tra l’indifferenza generalizzata dei media italiani, un secondo forum dei movimenti dell’acqua è stato organizzato per ridare vigore alla battaglia di questo fondamentale bene comune.

Nel 2006 più di quattrocento mila firme furono raccolte a sostegno della legge d’iniziativa popolare che vede come primo punto il riconoscimento dell’acqua come “diritto inalienabile ed inviolabile della persona”. Ma la sensazione forte è che la straordinaria raccolta firme sia già stata oscurata. Con un semplice colpo di spugna. Seguendo il manuale del “buon governo” che approva leggi impopolari e antidemocratiche proprio quando imperversa l’afa estiva e l’attenzione della stampa è rivolta altrove.

di Alessio Marri da MegaChip del 26 novemembre 2008

Non dimenticando che, quello dell’acqua pubblica, è un problema mondiale….


 

REDD: Reducing Emissions From Deforestation

 

In questi giorni in cui il dibattito sul clima ha uno scenario sempre più preoccupante, scienziati di fama mondiale ricordano al mondo economico e politico che una delle soluzioni più rapide ed efficaci per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e combattere così i cambiamenti climatici consiste nell’interrompere la deforestazione.

Proprio tale meccanismo, con  le sue attività di disboscamento,  incendio e distruzione raggiunge circa il 20% delle emissioni totali. Senza contare che, se la deforestazione selvaggia fosse fermata, si andrebbe a diminuire CO2 nell’aria non solo per il blocco delle attività, ma anche per il prezioso compito di assorbimento di CO2 che ecosistemi forestali ancora in salute potrebbero assolvere.

In un panorama mondiale caratterizzato sempre più da progetti di compensazione e negoziazione, il giornalista Tom Friedman sottolinea come la protezione delle foreste rappresenti ad oggi la soluzione più rapida ed economicamente conveniente ai cambiamenti climatici.

Inoltre, prendendo atto che ogni anno viene devastata una porzione di foresta tropicale pari circa all’Inghilterra, dovremmo fare i conti anche con le inestimabili perdite di biodiversità genetica, biologica, ecosistemica e culturale derivante da ciò. Ci troviamo quindi a perdere non solo la salute (non che sia poco..), ma anche frammenti importanti della nostra ricchezza naturale e collettiva. Oltre a dover sottolineare, per i meno sentimentali, una netta perdita economica dovuta alla distruzione di informazioni genetiche per l’industria farmaceutica, all’impossibilità di utilizzare materie prime a lungo termine, a enormi somme di denaro che andranno spese per sostituire, ove possibile, quelle funzioni chimico-biologiche che -per ora- l’ecosistema Terra svolge gratuitamente (ciclo dei nutrienti, ciclo dell’acqua, assorbimento di CO2 e rilascio di ossigeno..).

marta.mainini@amb-ire.com

 

Per approfondimenti:

http://www.nytimes.com/

www.conservation.org