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Lavoro e ambiente. Due diritti conciliabili? dicembre 10, 2008

Filed under: Attualità,Educazione ambientale — marta mainini @ 4:14 pm
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Torniamo a riflettere sul diritto ad un ambiente salubre e il diritto al lavoro, due pilastri della società moderna e democratica, o almeno, lo dovrebbero essere.

Ricerche e analisi scientifiche portate avanti da Arpa Puglia, Ines, Peacelink, Ail.., hanno rivelato nelle zone vicine agli stabilimenti dell’acciaieria Ilva una quantità di diossina pari al totale di quella emessa dalle industrie di Austria, Regno Unito, Svezia e Spagna: più o meno 171 grammi all’anno contro i 166 delle quattro nazioni europee.

Questi sono dati allarmanti, che devono essere presi in mano e affrontati. Soprattutto se valutati insieme ai dati diffusi dall’associazione Peacelink e dalla sezione tarantina dell’Ail, associazione contro le leucemie, secondo le quali un bambino che vive a ridosso dell’area industriale inala in media l’equivalente di benzopirene (il più cancerogeno tra gli idrocarburi policlinici aromatici) contenuto in due sigarette, per un totale di 780 sigarette all’anno.

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola esprime la propria preoccupazione rispetto alla rimozione di professionisti dall’incarico di decidere se concedere all’Ilva l’Autorizzazione integrata Ambientale (Aia), valutazione necessaria per la prosecuzione dell’attività produttiva della stessa acciaieria. Il Ministro Stefania Prestigiacomo ha infatti nominato tecnici di sua fiducia al loro posto; Nichi Vendola afferma: “Una decapitazione del sapere tecnico-scientifico che dà forte ragione di inquietudine”.

 

La Regione Puglia ha così deciso di proseguire da sola la battaglia per posti di lavoro sani e ha presentato una proposta di legge che imponga all’Ilva e alle altre aziende sul territorio regionale la riduzione delle emissioni inquinanti. “Qui si vuol far credere – spiega ancora il presidente pugliese – che in realtà non c’è niente da fare. Che o c’è la fabbrica con tutti i suoi veleni, o c’è una salubrità mentale assediata dalla disoccupazione. Ci si mette davanti all’opprimente aut aut che o si muore di cancro o si muore di fame. Invece investendo nelle tecnologie quelle riduzioni possono  arrivare. In caso contrario, meglio una vita da povero che una morte sicura”.

marta.mainini@amb-ire.com

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