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Expo: i conti non tornano. dicembre 15, 2008

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“I grandi eventi e la competitività delle destinazioni: Milano Expo 2015”

Il 9 dicembre, alle 10.30 si è svolto presso l’università IULM un incontro organizzato dalla stessa università e dal Sole 24 Ore a chiusura del master Universitario in: “Tourism Management”.

L’incontro ha visto la presenza di quattro relatori: dott. Massimo Espositi, prof. Ezio Marra, Dott. Stefano Acbano e il prof. Aldo D’Elia.

Qui di seguito potrete leggere una breve sintesi dei quattro interventi.

Massimo Espositi Qui alcune informazioni su di lui

Il dottor Espositi ha presentato il sondaggio svolto dalla società IPR al posto del dott. Andrea Noto.

Il questionario, che ha avuto come scopo quello di capire come sia percepita expo dagli italiani, è stato svolto telefonicamente su di un campione di 1000 intervistati.

I risultati non sono ancora disponibili on-line (dovrebbero pubblicarlo sul seguente sito internet www.mtm.iulm.it ).

Le anticipazioni fornite hanno dipinto una fondamentale ignoranza circa il tema che tratterà expo 2015.

Ezio Marra Qui alcune informazioni su di lui

Il prof. Marra ha presentato un ulteriore sondaggio con oggetto la percezione dell’Italia come meta turistica da parte di tre nazionalità differenti: inglese, francesi e tedeschi.

All’interno del questionario erano presenti anche alcune domande inerenti alla futura manifestazione “Expo 2015”.

Il  90% degli intervistati non conosceva il luogo in cui si terrà la manifestazione.

Secondo il professore il rischio sarà appunto quello di una scarsa partecipazione straniera all’evento.

Analizzando il “Mega-evento” Marra ha evidenziato 3 aspetti che sono costantemente sotto i riflettori della stampa:

1. Business immobiliare:

1.1 “Archi Star” ovvero i palazzi progettati da architetti di fama mondiale

1.2 “Case a go-go”

2 Trasporti ( metropolitana, pedemontana, alta velocità ecc…)

3 Tecnologie ( fibra ottica, wireless ecc)

In tutto questo mancano, sempre secondo l’opinione di Marra, i contenuti. Il tema dell’alimentazione non è discusso né tantomeno conosciuto.

Marra indica lo svolgimento dei grandi eventi (Expo, olimpiadi ecc..) come prima soluzione allo spopolamento e alla conseguente crisi delle città avvenuta a partire dagli anni ‘70/’80 e imputabile alla “crisi del Fordismo”. In Italia questa crisi è intervenuta esattamente dopo 15 anni rispetto al resto d’Europa.

La prima città italiana che ha tentato di uscirne grazie ad un megaevento è stata Genova con le “colombiani” nel 1992.

In sostanza le città prima degli anni ’80 offrivano economia e cultura separatamente ora invece devono puntare ad offrire entrambe le cose e a livelli qualitativi notevolmente elevati.

Qui di seguito la lista di 10 elementi attualmente utilizzati per il ri-sviluppo urbano:

1. Film commission

2. Iconic Building ( Landmark)

3. Città esperienziale (che coinvolga i 5 sensi)

4. Redicovering the water front (come potrebbe essere per Milano con i Navigli)

5. Mega Eventi

6. Museum (intesi come punti landmark, come è  stato il Guggenheim per Bilbao)

7. Cultural events ripetuti ( Umbria jazz, il carnevale di Venezia ecc..)

8. Luci della città

9. Wi-fi cities

10. Heritage cities ( importanza della memoria storica)

In chiusura Marra ha sottolineato le due grandi problematiche di Expo rispetto alle Olimpiadi:

1. La durata (sei mesi contro due settimane)

2. Il numero di visitatori ( Torino 2006 ha portato 200mila persone, la stima riportata da Marra per Expo 2015 sarà di 30milioni di persone, 250mila al giorno)

Stefano Acbano – Corporate Planner EXPO Milano 2015

Il dott. Acbano ha presentato i dati ufficiali previsti per Expo 2015 che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. Tra questi i più rilevanti sono:

· Previsti 21/29 milioni di visitatori

· Investimenti infrastrutturale per 14 miliardi di €

o Opere dirette 3,2 miliardi di € (ad esempio la metropolitana)

o Opere già previste 11,7 miliardi di € (ad esempio la pedemontana)

· Previsti 44 miliardi di € di benefici economici.

· Previsti 70 mila nuovi posti di lavoro

· 7.000 eventi

· 36.000 volontari

· 150 mila ingressi al giorno (100 mila in meno di quelle riportati da Marra)

Per quanto riguarda il potenziamento del capitale sociale è prevista un notevole dispendio di energie nella formazione:

· 3 sono i master già attivi in Italia

· Numerosi corsi in paesi stranieri sono attivi e saranno attivati a breve

Il fine di Expo è quello di presentare durante i 6 mesi della manifestazione i risultati ottenuti da tutti i progetti che saranno attivati a partire dal 2009. I progetti, inerenti a tematiche legate all’alimentazione, dovranno concludersi nell’arco dei 7 anni che mancano al 2015 per permetterne la diffusione dei risultati durante l’esposizione internazionale.

L’esposizione vedrà la presenza di 2 grandi cerimonie, una di apertura e una di chiusura, che saranno affidate su base di un bando di concorso internazionale.

Aldo D’Elia – docente di Managment del turismo presso l’Università suor Orsola di Napoli

Il prof. D’Elia ha presentato il suo libro “Economia e management del turismo. Destinazioni e imprese nello spazio turistico globale”.

D’Elia ha illustrato come il futuro della mobilità turistica porterà nel 2020 2 miliardi di persone a varcare le frontiere del proprio paese d’origine. Secondo quanto espresso dal relatore questa enorme massa di turisti rischia di causare una mercificazione della cultura. Risulta quindi necessario creare un nuovo equilibrio basato sulla sostenibilità per poter gestire questa nuovo enorme afflusso turistico.

Relativamente ad Expo il professore ha citato la necessità di ulteriori 500mila nuovi posti (secondo il Professore questi dati derivano da una ricerca svolta dall’Università Bocconi, ricerca di cui non abbiamo informazioni) letto per gestire i picchi massimi di affluenza in quanto le cifre riportate dal prof. Marra e dal dott. Acbano sono relative ad una affluenza media e non ai picchi massimi che saranno registrati.

In merito a quest’ultima affermazione il dott. Acbano non ha confermato i dati riportati dal prof. D’Elia affermando che le strutture alberghiere già presenti all’interno “dell’area 1” sono perfettamente in grado di assorbire la domanda turistica.

Ho deciso di pubblicare questo articolo sul blog di amb-ire perchè credo che il “mega – evento” Expo abbia delle fortissime implicazioni ambientali. I dati presentati alla conferenza mostrano chiaramente come non ci sia nessuna chiarezza su quale sarà la portata di questa manifestazione; ogni relatore ha parlato di cifre completamente differenti e non sembra sia possibile trovare un punto d’incontro.

Sarà un successo o una disfatta colossale? Siamo certi che Milano abbia bisogno di tutto questo? Si può veramente parlare di sostenibilità quando gli organi ufficali di Expo ci dicono che non servono nuove costruzioni e invece per la città non si vedono altro che cantieri aperti?

jacopo.zurlo@amb-ire.com

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2 Responses to “Expo: i conti non tornano.”

  1. marta mainini Says:

    Jacopo l’ho letto ora il tuo articolo, è interessante, la questione andrebbe seguita da vicino passo dopo passo, per tenere alta l’attenzione sugli investimenti, la loro destinazione, e soprattutto la loro efficacia..

  2. alfio Says:

    Si, decisamente da seguire.
    Qui un articolo di qualche tempo fa che provava a immaginare alcune ipotesi riguardo le reali ricadute economiche dell’evento.

    http://alfiosironi.wordpress.com/2008/04/08/expo-vuol-dire-sviluppo/


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