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Inalberiamoci. Non lasciamoci derubare. gennaio 23, 2009

 

Negli ultimi 10-15 giorni in Tasmania sono stati arrestati oltre 30 ambientalisti impegnati in una protesta contro il taglio di una foresta remota nell’isola. Tuttora alcuni manifestanti si trovano appostati in cima agli alberi destinati all’abbattimento o incatenati a macchinari che dovrebbero servire ad abbattere alberi nella valle di Upper Florentine per costruire una strada di accesso per le operazioni di taglio e trasporto di legna.

I manifestanti trovano la distruzione di una delle ultime foreste rimaste un atto inaccettabile e chiedono al governo australiano e a quello della Tasmania di  intervenire; la protesta si è estesa anchea Londra, città nella quale proprio il 21 gennaio scorso è stata presentata una petizione di 1.000 firme all’ambasciata australiana.

Ora, i motivi che spingono al diboscamento e alla raccolta di legna sono conosciuti a tutti; il problema è che troppo spesso si ignora come questa pratica così estesa sia una delle maggiori minacce per la sopravvivenza della biodiversità.. Si pensi solo al fatto che il tasso di estinzione naturale dovrebbe aggirarsi intorno alle 10-25 specie/anno, mentre il tasso di estinzione attuale viene stimato, a seconda degli studiosi, tra le 1.000-2.500 specie/anno. E’ chiaro quindi come il forte impatto antropico provochi un’accelerazione del tasso di estinzione.  Più o meno funziona così: si parte dalla distruzione o frammentazione degli ecosistemi naturali, ciò provoca una semplificazione ed un impoverimento naurale che incide gravemente sulla salute delle popolazioni animali, provocando una diminuzione della diversità genetica e biologica. L’impossibilità di spostarsi tra una zona naturale e l’altra e l’isolamento provocato dalle infrastrutture umane costituiscono infatti uno tra i maggiori fattori inducenti  il vortice di estinzione:  distruzione di habitat, indebolimento del flusso genico, della diversità biologica, riduzione numerica della popolazione..estinzione.

Quindi, quel poco di ambiente naturale che ci rimane, quello che è ancora vitale, sufficientemente esteso da ospitare una peculiare e geograficamente circoscritta biodiversità, difendiamolo con le unghie e con i denti. Non avremo altre occasioni, non avremo altri pianeti da salvare.

Facciamoci sentire anche noi, scriviamo all’ambasciata australiana, poiché gli ecosistemi naturali ancora in vita sono una risorsa inestimabile di tutti, non solo dei tasmaniani (ormai cittadini australiani), e non solo, attenzione, di coloro che detengono i permessi ufficiali per abbattere quelle foreste. Non lasciamoci derubare. Inalberiamoci.

 

Ambasciata d’Australia a Roma: info-rome@dfat.gov.au

Per maggiori informazioni: www.environment.gov.au

 

Marta Mainini

 

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