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Eventi: Mercatino Biologico Grazie Natura febbraio 18, 2009

Filed under: Agricoltura biologica,Eventi — Marianna Colombo @ 6:12 pm
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La quarta domenica di ogni mese, a Monza in piazza Duomo, una ventina di produttori presentano e vendono generi alimentari, di cosmesi, di igiene e artigianato prodotti con materie prime non contaminate dall’uso di sostanze chimiche.

Tratto da www.provincia.milano.it

 

Eventi: Viaggiare leggeri

Filed under: Eventi — Marianna Colombo @ 6:01 pm
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Anche nel 2009 la Provincia di Milano in collaborazione con la libreria Feltrinelli propone un ciclo di incontri con autori di libri che hanno deciso di trattare temi legati all’ambiente. Quest’anno l’iniziativa porgerà maggiore attenzione a coloro che hanno deciso di trattare argomenti legati al vivere sostenibile.

Giovedì 19 febbraio alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires sarà la volta del nuovo libro di Andrea Poggio (vicedirettore generale di Legambiente) dal titolo “Viaggiare leggeri”.

Per maggiori informazioni: http://www.provincia.mi.it/pianificazione_territoriale/agenda_21/Vivere_sostenibile_Poggio.jpg

 

Pensiamo prima al Monte Bianco.. febbraio 12, 2009

 

Molti comuni europei  hanno preso una decisione coraggiosa: ridurre le emissioni inquinanti oltre il limite del 20% stabilito dall’Unione Europea per il 2020.

Tra queste 400 città, il cui elenco è disponibile sul sito della Commissione europea (ec.europa.eu/index_it.htm), si trovano anche nomi italiani: Verona, Ancona, Torino e Milano solo per citarne alcuni.. I sindaci europei coinvolti in questa iniziativa hanno sottoscritto questo patto lo scorso 10 febbraio a Bruxelles, alla presenza del Presidente della Commissione J. M. Barroso.

Ora, appurata l’ovvia nota positiva di una presa di posizione nei confronti dell’inquinamento atmosferico, resta da chiedersi come questi comuni riusciranno a mettere in pratica questo ambizioso impegno. Non vorrei sembrare polemica, sono la prima ad appoggiare azioni di questo tipo,  ma il dubbio  mi rimane: se già rispetto agli impegni di Kyoto L’Italia zoppica un po’.. se di fronte alla nuova e maggiormente impegnativa sfida europea di diminuire le emissioni del 20 % entro il 2020 l’Italia tenta di avere degli sconti in nome della crescita economica.. come faranno questi comuni a superare addirittura tale percentuale europea?

E’sicuramente arrivato il momento di interrompere l’ormai ampiamente praticata equazione: sviluppo = degrado dell’ambiente. Oggigiorno sappiamo che esistono vie diverse, compatibili con una gestione delle risorse naturali più equilibrata e durevole, quindi possiamo cambiare; quello che sarebbe utile evitare, a mio avviso, è il cadere in facili illusioni, che possono attirare investimenti, pubblicità, riflettori su contesti che altrimenti rimarrebbero nell’ombra. Mi spiego ancora più chiaramente: invece che puntare, quasi in maniera acrobatica, a superare il limite dettato dall’Europa, perché non impegnarci seriamente nel rispettare, questa volta per davvero, i limiti che al momento l’Italia ancora non scorge nemmeno da lontano?

Del resto la riflessione è suggerita anche  dall’europarlamentare Sacconi: “Ricordate il Protocollo di Kyoto per combattere i cambiamenti climatici? L’Ue si era impegnata a una riduzione dell’8% tra il 2008 e il 2012. Siamo un po’ indietro..(..).”

Iniziamo dai piccoli passi, concreti. Iniziamo a scalare il Monte Bianco, che non è poco, poi potremo pensare di scalare il K2, poi il Kilimangiaro, poi il  Gasherbrum e poi l’Everest.. giusto?

Marta Mainini

 

Auguri alle zone umide febbraio 4, 2009

Filed under: Acqua,ambiente,aree naturali,Attualità,Educazione ambientale — marta mainini @ 4:12 pm

 

2 febbraio 1971 – 2 febbraio 2009. Si celebra la giornata mondiale delle zone umide, in occasione della firma della Convenzione internazionale di Ramsar, Iran.

Le zone umide sono ecosistemi naturali di estrema importanza per la salute del Pianeta e per gli equilibri locali: fungono da regolatori di fenomeni come le piene dei fiumi, da contenimento delle acque piovane; sono bacini di biodiversità; magazzini di metano e carbonio, al pari e oltre il ruolo svolto dagli ecosistemi forestali:

“non bisogna dimenticare poi un’importante funzione in relazione ai mutamenti climatici: “Ogni ettaro di zona umida va preservato – afferma Claudio Celada, direttore conservazione natura della Lipu – anche per la loro funzione di magazzino di metano e carbonio, molto più delle foreste. Il rilascio del metano provocherebbe danni enormi, peggiori di quello della CO2, per il riscaldamento del Pianeta” (La Nuova Ecologia, febbraio 2009).

 

Al mondo sono riconosciute circa 1.828 zone umide di interesse internazionale, che vanno a comporre un totale di 169 milioni di ettari. Purtroppo gran parte di questi peculiari sistemi naturali hanno subito una drastica riduzione, a causa delle ben conosciute attività antropiche di cementificazione, produzione, urbanizzazone e agricoltura intensiva. Lipu e Wwf avvisano che negli ultimi 50 anni due terzi di stagni, laghi, paludi d’Europa sono scomparsi; le cause maggiori di questa perdita sono identificabili negli scarichi industriali, nella cementificazione degli argini dei fiumi e nella caccia. Quest’ultima attività infatti, intacca la ricchezza di biodiversità delle zone umide e provoca un grave inquinamento da piombo, metallo tossico che viene ingerito da ucceli e pesci, correndo il rischio, oltre all’ovvia contaminazione delle specie citate, di giungere alla catena alimentare dell’uomo. Come se non bastasse, la biodiversità autoctona è ulteriormente minacciata dall’introduzione di specie alloctone: nutria, gambero americano, pesce siluro e persico sole sono solo alcuni esempi delle specie esotiche introdotte dall’uomo che il più delle volte vincono la competizione con le specie locali nello sfruttare le risorse disponibili, l’habitat e il cibo.

Festeggiamo a livello internazionale questa piacevole ricorrenza, sperando diventi occasione per un urgente  riconoscimento del valore deposto in questi funzionali ecosistemi naturali.

Marta Mainini

 

 

 

La crisi economica non ferma la crescita del Biologico febbraio 2, 2009

Tra i dati diffusi dall’ultimo rapporto Bio Bank 2009, che raccoglie i dati di oltre 7mila operatori del settore biologico, il più interessante è quello che dimostra come, nonostante la crisi economica, gli italiani non rinuncino ad acquistare prodotti alimentari buoni, puliti e giusti – rubando le parole al Presidente di Slow Food Carlo Petrini.

Vediamo in sintesi i principali rilievi del rapporto: in primo luogo, si registra una crescita per tutte le forme di vendita diretta dei prodotti agroalimentari biologici in Italia, con un +17% nel 2008 e un +92% negli ultimi cinque anni. Questa, in un periodo di forte rallentamento economico, che comporta una generale contrazione dei consumi, costituisce un’indicazione chiara: il consumatore consapevole non vuole rinunciare al biologico.

Gli operatori bio erano poco più di 1.000 con vendita diretta nel 2003, ed hanno superato abbondantemente quota 1.900 nel 2008, segnando quasi un raddoppio in cinque anni. La vendita diretta è diventata un fenomeno che non riguarda più solo le piccole aziende, per le quali è comunque vitale, ma anche le grandi realtà, che la vedono come un valore aggiunto decisivo. Nell’ultimo triennio, anche i gruppi di acquisto solidale (GAS) sono cresciuti del 66%, per un totale di 479 gruppi in tutta Italia. Crescono anche il numero delle mense scolastiche con menù biologico (+20% dal 2006), quello dei ristoranti (+12%) e dei mercatini (+8%). Questi dati sono di conforto e, in un momento difficile per l’economia globale, segnano un lento cammino di maturazione nel modo di produrre e consumare, un cammino faticoso e figlio di una battaglia culturale che da anni si combatte specialmente su suolo italiano.

In ogni caso, è bene ricordare che si parla di percentuali elevate in relazione a margini quantitativi ancora di nicchia. La strada è lunga, insomma, ma, con il biologico, anche buona.