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Duemila e venti..vecchi? marzo 3, 2009

 

4 centrali nucleari in Italia previste per  il 2020, questo è quanto Italia e Francia  hanno concordato lo scorso 25 febbraio.

I Presidenti delle regioni Puglia, Piemonte, Lazio , Alto Adige, Toscana, il sindaco di Ragusa e di Viterbo hanno espresso la propria opposizione rispetto ad una eventuale costruzione di insediamenti nucleari nei rispettivi territori di competenza.  Il governatore della Lombardia Formigoni ha per il momento accennato un “vedremo, valuteremo, verificheremo”.

Nichi Vendola invece, Presidente della regione Puglia, ha sostenuto il proprio parere negativo ricordando la struttura del territorio italiano: “una striscia allungata e densamente popolata, un Paese la cui antropizzazione è così capillare che è difficile immaginare il ritorno a cicli industriali insolubili”.

Senza voler cadere nella ben conosciuta sindrome Nimby –not in my back yard- , vorrei  solo porre uno spunto di riflessione su due elementi: il primo riguarda la possibile inadeguatezza di centrali nucleari progettate e finanziate ora, con tecnologie già ad oggi messe in discussione più volte*, la cui realizzazione completa finirà, se non ci saranno ritardi (cosa alquanto strana in Italia..) nel 2020.. non è una corsa contro il tempo persa in partenza? Pare che invece di giocare con il tempo a loro favore, investendo in energie nuove e pulite, gli italiani vogliano a tutti i costi investire anni e sforzi per realizzare qualcosa che nascerà già vecchio..la tecnologia definita ora per il progetto, risulterà quasi sicuramente sorpassata nel 2020.. purtroppo.

Il secondo punto è già stato accennato: non sarebbe forse più conveniente investire tutti questi sforzi e questi soldi nelle energie pulite, creando alternative valide, nuovi posti di lavoro, efficienza energetica ed ambientale, riducendo allo stesso tempo le sostanziose multe che il nostro Paese si troverà a dover pagare se la sua attenzione ambientale rimarrà su questi standards?

Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, ha ricordato a questo proposito che proprio il Piemonte ha scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendovi 300 milioni di euro fino al 2013, producendo opportunità di lavoro e migliorando la qualità del territorio.

Dobbiamo scegliere se nascere vecchi, o invecchiare con spirito giovane.

 

*Un’inchiesta del quotidiano britannico “The Independent” ha rivelato che le centrali nucleari di nuova generazione sono più pericolose, in caso di incidente, di quelle vecchie. Nonostante infatti il verificarsi di incidenti sia un’ipotesi meno probabile grazie alle nuove tecnologie, un eventuale incidente provocherebbe una fuoriuscita di radiazioni maggiore e potrebbe fare anche il doppio delle vittime.

 

Marta.mainini@amb-ire.com

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