Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Un passo nel verso sbagliato. marzo 8, 2009

In questi giorni il Governo ha annunciato di voler varare una legge per “liberalizzare” l’edilizia. Il disegno ipotizzato prevede da un lato la libertà di accrescere del 20% il volume (se a uso residenziale) o la superficie (se a uso diverso) degli immobili esistenti, anche realizzando un manufatto aggiuntivo. Dall’altro ammette abbattimenti e ricostruzioni, anche su area diversa e con proporzioni più ampie del 30% (o 35% adoperando la bioedilizia o puntando sulle energie rinnovabili), degli edifici anteriori al 1989 che necessitino di un adeguamento agli standard tecnologici, architettonici o energetici. Oltre a questo il Governo vorrebbe sostituire il permesso di costruire, rilasciato dal Comune, con una semplice perizia giurata del progettista. Eliminando la possibilità di controllo preventivo da parte degli uffici tecnici preposti. Dulcis in fundo, per gli abusi edilizi le sanzioni non saranno più di tipo penale, ma solo amministrative.

Scelte discutibili, insomma, che  vengono annunciate come “un volano enorme per l’edilizia e le attività connesse, rimandando nemmeno troppo implicitamente al poderoso boom edilizio del dopoguerra (un’altra sventura urbanistica di questo paese).

Ci siamo chiesti come rispondere. Cosa può dire un’associazione che ha quale primo obiettivo la tutela dell’ambiente e del territorio?

Può dire che il “Piano per l’edilizia” proposto dal Governo è una scelta quantomeno inopportuna, se è vero che, in Italia, secondo dati dell’Eurostat, si consumano annualmente 100.000 ha di campagna (pressoché il doppio della superficie del Parco Nazionale d’Abruzzo), e questo nonostante  il saldo demografico negativo e il primato europeo per disponibilità di abitazioni: ci sono circa 26 milioni di abitazioni, di cui il 20% non sono occupate, corrispondenti a un valore medio di 2 vani a persona (Treu M. C., Il sistema rurale: una sfida per la progettazione, 2004).

Insomma, l’ennesimo passo nel verso sbagliato, contro l’ambiente, contro la nostra qualità di vita.

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