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Dr. House, guarisce l’Italia? marzo 10, 2009

Filed under: Abusivismo Edilizio,Attualità,Urbanistica — marta mainini @ 3:33 pm

 

 

“..Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali nel nuovo piano per l’edilizia..”

Senza abusi.. è come se un dottore stralunato, per guarire un paziente con la pressione alta, stabilisse nuovi parametri “medici”: da oggi i valori a norma di pressione sono pari a 160 per 200.. cari pazienti, non siete più malati, visto com’era semplice?

Ma se si annulla il principio di pianificazione sovraordinata, come possiamo pretendere che i costruttori e i singoli cittadini rispettino autonomamente le norme di pianificazione urbana e paesaggistica? Il procedimento burocratico a volte esiste per un motivo, Caro Presidente. Se per scalare una montagna devo seguire una procedura, ad esempio indossare protezioni adeguate, legarmi con una corda salva-vita, utilizzare strumenti da scalata sicuri e predefiniti, vorrà forse dire che queste cose mi servono per non sfracellarmi a terra una volta in quota? Se poi per semplificare la salita, altrimenti i turisti “pigri” si annoiano nell’eseguire queste procedure, il capo spedizione annulla tutto e dice, in fondo non abbiamo bisogno di questi lunghi preparativi, da oggi saliamo liberi e felici senza nulla.. Questi poveri, pigri, turisti che fine faranno?

  

Va bene semplificare, quando è possibile, anzi, si deve. Semplifichiamo l’accesso degli studenti meritevoli a borse di studio, assegni di ricerca, tirocini pagati, stage all’estero. Semplifichiamo le procedure di assunzione, le modalità pensionistiche, l’esercizio della libera professione, l’assunzione dei giovani, la retribuzione adeguata delle risorse umane.

 

Manteniamo alta l’attenzione sull’edilizia, sulla gestione dello spazio urbano, rispettiamo le norme, le procedure, e magari lavoriamo affinché le stesse siano più efficaci, rapide e funzionali.

Occupiamoci di cose sensate. Semplifichiamo nel modo giusto, non delegificando, ma rendendo gli uffici e le commissioni di valutazione operativi ed efficienti.  Dare il via libera alle costruzioni non farà altro che inondare di cemento il nostro ambiente di vita.

E come faranno i cittadini e i comuni, liberi di fare più o meno ciò che gli salta in mente, a rispettare rigorosamente i vincoli ambientali e paesaggistici? Saranno tutti costruttori illuminati?

Io sono giovane,  vorrei un lavoro che mi permetta di portare avanti ciò che ho studiato, un posto mio, una casa mia. Ed è facile cedere a questi  abbagli, a queste voci che ci dicono che per i giovani sarà più facile avere una casa, allargare gli edifici già esistenti etc.. Non è giusto, perché sanno di battere su un tasto dolente, su di un’esigenza reale, popolare. Ma dobbiamo essere in grado di non caderci anche noi.

Perché abbiamo il diritto ad avere una casa, ma senza sotterfugi, senza perdere altro. Il nostro Governo dovrebbe essere in grado di creare politiche di sostegno ai giovani, alle coppie che vogliono mettere su famiglia diminuendo le tasse, evitando gli sprechi, investendo nel nostro futuro, nell’occupazione, nello sgravo fiscale.

Io voglio una casa, alimentata il più possibile con energia pulita, che rispetti le norme ambientali e paesaggistiche. Il mio Governo deve potermi offrire questa possibilità. Perché le due cose devono coesistere, non è vero che si deve scegliere. Non è ammissibile nel 2009.

Un conto è poter chiudere un balcone-terrazzo in regola, già accettato e costruito, senza troppa burocrazia; un altro aprire le porte ad una completa deregulation edilizia.

Legambiente richiama il film “Mani sulla città di Francesco Rosi” ricordando che “in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli anni ’60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri”. Vogliamo farne un remake?

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

 

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One Response to “Dr. House, guarisce l’Italia?”

  1. […] già evidenziato questa approccio fattucchiero del governo italiano in uno scorso articolo , utilizzando a mio avviso un paragone che ben rende l’idea dell’inutilità di queste […]


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