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Expo e dintorni: Milano e il Mondo marzo 23, 2009

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Continua la serie delle conferenze sul tema Expo; oggi è stata la volta del dibattito pubblico che si è tenuto presso la sede dell’I. S. P. I. che ha visto protagonista il sindaco di Milano, Letizia Moratti.

Di seguito potete trovare un resoconto di quanto è stato detto.

D. Milano ha sempre manifestato un dislivello tra importanza economica e politica nello scenario mondiale. Pensa che sia possibile “sfruttare” l’evento Expo per far variare questa realtà?

R. Milano sta creando forti reti internazionali con numerose città per cercare di dare risposte a domande spinose che i governi nazionali non sono in grado di fornire. A scopo esemplificativo posso citarvi alcune delle reti cui Milano ha aderito:

I.C.LE.I. (organizzazione che ha come focus il tema ambientale)

Integrating cities ( rete che punta l’attenzione sull’impatto che l’integrazione razziale ha nelle città)

Inoltre Milano è la seconda città al mondo dopo New York per presenza di consolati.

Expo può essere uno strumento per aprire ulteriormente Milano al mondo.

Per Expo sono già attivi 485 progetti in oltre 90 Paesi, questi progetti dovranno essere portati a compimento nell’arco dei 7 anni che mancano al 2015.

Tra questi vi segnalo:

Nel Mali stiamo realizzando un’elevata dotazione di pannelli fotovoltaici, del costo di 3000 euro l’uno; questi pannelli consentono di dimezzare le morti delle madri in seguito ad un parto e di produrre energia elettrica utile ai professori per correggere i compiti nelle ore serali.

In Senegal stiamo realizzando piccoli orti urbani in collaborazione con la F.A.O. e stiamo pianificando un progetto basato sul microcredito.

Tutto questo è, a mio avviso, considerabile come patrimonio politico. Questo patrimonio ha reso possibile l’elezione di Milano: gli altri Paesi ci hanno votato perché siamo stati in grado di offrire e non di chiedere.

Questa nostra modalità di porci con gli altri Paesi ha reso possibile la creazione ad Incheon, la seconda città più grande della Corea del Sud, di un centro di eccellenza milanese. Qui nel luglio del 2009 verrà inaugurata dal Presidente della repubblica Italiana la Milano Design City: un centro di prestigio che ospiterà avamposti della Triennale, della Scala, dello I.E.D e del Politecnico.

D. Pensare ad Expo 2015 come alle precedenti esposizioni internazionali che ci sono state pare anacronistico. Nelle precedenti edizioni si è sempre puntato all’intrattenimento dei visitatori. Milano come si comporterà?

R. Expo sarà per Milano un processo di conoscenza e non di cementificazione, vogliamo distinguerci per il nostro software e non per l’hardware. Il nostro landmark sarà un centro di sviluppo sostenibile e non un elemento che non potrà più essere fruito nel tempo. In tre parole Expo sarà relazioni, reti e conoscenza.

D. Il consenso per Milano è venuto più da Paesi in via di sviluppo che da quelli europei. Come possiamo conservare questo patrimonio?

R. Il modo migliore per mantenere questo patrimonio è far si che i progetti attualmente in programma vengano realizzati, portati a termine e presentati durante Expo.

D. Cosa state facendo per far conoscere Expo in Italia?

R. C’è un lavoro profondo per far sentire Expo come un evento milanese. In questo anno si è lavorato molto al di fuori di Milano e al di fuori dall’Italia. Da poco abbiamo iniziato a concentrarci anche sul suolo nazionale firmando accordi con 20 città italiane.

Rispetto al lavoro fatto a livello internazionale siamo in ritardo nella parte nazionale.

Expo, con il tema dell’alimentazione, è ideale per una città come Milano che è il secondo distretto agricolo d’Italia.

L’obiettivo è quindi quello di valorizzare la nostra identità attuale perché questo ci aiuterà a capire l’identità degli altri.

D. Prevedete di inserire una parte sul vostro sito internet che dia la possibilità ai piccoli imprenditori di realizzare progetti in vista di Expo?

R. Siamo in una fase ancora embrionale, il sito internet sarà rivisto e ampliato e con esso saranno allacciati anche forti rapporti con le maggiori associazioni di categoria che rappresentano il mondo delle piccole e medie imprese.

D. Prevedete qualche strumento per far fronte al rischio mafia nella realizzazione delle opere pubbliche?

R. Il tema della sicurezza negli appalti esiste. Il prefetto ha bocciato la commissione antimafia che il consiglio comunale aveva previsto perché ritenuta al di sopra dei poteri del consiglio comunale stesso.

Per ovviare a questa mancanza prevediamo di selezionare accuratamente le persone che avranno a che fare con i bandi pubblici; i bandi stessi saranno trasparenti e io chiederò ai ministri competenti di aiutarmi a vigilare.

D. Sono previsti 200ha di nuove infrastrutture. Serviranno solo per l’esposizione e poi saranno abbandonate? Perché costruire tutto in un unico punto della città?

R. I dati che lei riferisce non mi risultano esatti. Noi prevediamo 50ha di padiglioni nuovi, accanto alla nuova fiera, e 50ha a verde. Si costruisce tutto in un unico punto perché il F.B.E. (Federal Bureau Exposition) ha posto come vincolo che il sito dell’esposizione internazionale si trovasse tutto in un’unica area; se non avessimo accettato non avremmo potuto ospitare l’evento. Inoltre ci tengo a sottolineare che i progetti per le infrastrutture che andremo a costruire saranno realizzati da architetti con un’attenzione particolare all’ambiente.

D. Come verrà utilizzato il volontariato?

R. Il volontariato sarà un elemento fondamentale per Expo. Stiamo lavorando con molte O.N.G. e prevediamo la presenza di circa 30mila volontari durante i 6 mesi dell’esposizione.

jacopo.zurlo@amb-ire.com

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