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Il Tetra Pak è altamente inquinante? Repubblica e WWF rispondono ad Amb-ire aprile 1, 2009

Filed under: Riciclo,Uncategorized — jacopo zurlo @ 6:45 pm

 

tetrapak

Fonte: http://www.letsrecycle.com/photos/tetrapak.jpg

 

Tempo fa ho scritto a Repubblica per sapere cosa ne pensa il WWF del Tetrapak (il famoso materiale composito brevettato dall’omonima Azienda). La politica di comunicazione della multinazionale svedese dipinge il poliaccopiato come profondamente amico dell’ambiente, facilmente riciclabile e per nulla inquinante. Ne siamo così certi? Qui sotto potete trovare la mia domanda e la risposta di Massimiliano Varriale, l’esperto del WWF.

jacopo.zurlo@amb-ire.com

 

Tempo fa la società Tetrapak ha reclamizzato la riciclabilità di questo materiale composito. E’ vero che il procedimento di riciclaggio del Tetra Pak è fattibile solo con un enorme dispendio di energie? Inoltre ho sentito dire che in Italia vi è un’unica cartiera in grado di riciclare questo materiale.

Potete confermarmi anche questa notizia?

 

Tetra Pak è un imballaggio cosiddetto poliaccoppiato, vale a dire costituto da più materiali (75% carta, 20% polietilene e 5% alluminio), uniti insieme grazie al film di polietilene colato a caldo, il tutto quindi senza fare uso di collanti. Il fatto di non essere un monomateriale rende sicuramente più complesso il processo di riciclaggio e recupero. Il Tetra Pak può essere conferito nei contenitori destinati alla raccolta differenziata di carta e cartone solo dove le Cartiere hanno dato il loro consenso a Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e il Comune abbia attivato una specifica campagna informativa. In altri casi questi imballaggi sono conferiti nei contenitori della raccolta differenziata multi materiale.

Il numero di Comuni in cui oggi è di fatto attivo un servizio di raccolta del Tetra Pak è ancora piuttosto limitato. Gli imballi in Tetra Pak raccolti in maniera differenziata sono portati alle cartiere di riferimento dove vengono introdotti in un apposito un macchinario (pulper) che li spappola anche grazie all’aggiunta di acqua calda: il rilascio delle fibre di cellulosa in acqua porta al distacco delle lamine di polietilene e alluminio.
La cellulosa così estratta è di ottima qualità e viene impiegata per realizzare imballaggi specifici. La frazione costituita da polietilene/alluminio è trasformata in Ecoallene, un materiale con cui si realizzano gadget e altri manufatti (non entro qui nel merito di quanto questi siano realmente utili e di quanto possano essere effettivamente ulteriormente riciclati).

 


Dal momento che circa il 95% dei materiali che compongono il Tetra Pak sono in carta e plastica, ossia dotati di buon potere calorifico, esiste una certo interesse a conferire questi imballaggi agli impianti di incenerimento con recupero energetico: una pratica ambientalmente poco vantaggiosa (per non dire assai dannosa) che si sostiene solo grazie ai finanziamenti statali.

 
Stabilire poi cosa sia più sostenibile tra un contenitore in plastica o uno in Tetra Pak non è affatto semplice giacché occorrerebbe eseguire una attenta analisi del ciclo di vita (LCA) di entrambi: dalle fasi produttive a quelle di smaltimento. Ad esempio è assai diverso se una bottiglia di plastica può essere recuperata come materia o se è inviata a un impianto d’incenerimento. Ogni kg di plastica richiede, infatti, mediamente 14.000 Kcal di energia per essere prodotto e quando noi lo andiamo a bruciare in un inceneritore con recupero energetico recuperiamo solo una parte del suo potere calorifico: in pratica, ammettendo un rendimento elettrico del 25%, considerato un potere calorifico inferiore (pci) medio delle plastiche di circa 7.800 Kcal/kg, si recupereranno soltanto meno di 2.000 kcal delle 14.000 originariamente spese…


Tramite il riciclaggio, finalizzato al recupero di materia, sarebbe invece possibile un vantaggio energetico oltre 5 volte superiore rispetto all’incenerimento: nelle operazioni di riciclaggio si consumano solo 2.000 Kcal/kg e, quindi, si recuperano (risparmiano) quasi 12.000 Kcal/kg. Ancora più vantaggioso appare il riutilizzo dei contenitori. Il consiglio che posso dare è quindi di orientare gli acquisti verso imballaggi meno problematici e più facilmente riciclabili, meglio ancora se direttamente riutilizzabili mediante un meccanismo di “vuoto a rendere” così come avviene in alcuni casi con le bottiglie di vetro.

 

 

 

 

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