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Per fare un albero ci vuole un seme, per fondere un nucleo ci vuole Berlusconi maggio 15, 2009

Anche dopo il tragico terremoto in Abruzzo il nostro Governo si ostina a non riconosce il pericolo sismico in territorio italiano, dissotterrando il nucleare: il 12 maggio il Senato ha approvato il ritorno all’energia atomica in Italia.
Come se non bastasse il ritorno al nucleare in sè, le procedure per la costruzione delle centrali potranno pure essere velocizzate, “grazie” alla previsione di un’unica autorizzazione in grado, solo secondo alcuni, di sostituire tutte le altre licenze e nulla osta (tranne Via e Vas – valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica), (cfr. Repubblica).

Jeremy Rifkin, famoso esperto di green economy, si è da poco espresso sull’effettivo contributo che l’energia nucleare porterebbe di fatto all’economia italiana, e non solo; trovate un articolo a ciò dedicato qui.

Per il resto che dire.. concludiamo ricordando le legittime riflessioni mosse da Roberto della Seta: “non è chiaro infatti chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c’è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell’energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali(cfr. Repubblica).

Ora, io mi chiedo, ma tutti quelli che appoggiano il Governo attuale, e quindi il ritorno al nucleare, tra tutte queste persone,dico, ci sarà qualcuno che ha dei figli, una moglie, un marito, un compagno di vita, degli affetti veri… ma chi augurerebbe ai propri cari di vivere di fianco ad una centrale nucleare, o in prossimità di un sito di stoccaggio di scorie pericolose? E secondo voi, dove verranno costruite queste centrali? Di fianco alla villa del Presidente del Consiglio in Sardegna?

Soprattutto considerando come vengono fatte e gestite le scelte in Italia, ricordando giusto per un secondo i grandi costruttori e le loro città di sabbia, di cui l’Abruzzo è solo un esempio (come scritto da Saviano).. Ma chi si fida?

Invece di fossilizzarsi su fonti di energia che possano incrementare i nostri consumi, perché non provare, anche in nome del risparmio, a proporre un cambiamento degli stili di vita in un’ottica di sostenibilità sociale e ambientale? Che ne so, magari promuovendo, in un Paese come l’Italia, l’eolico e il solare… E poi in fondo, chiediamoci se abbiamo davvero bisogno di impiegare tutta questa energia per produrre cose che non servono a nessuno, se non ai visi ringiovaniti di pochi.

marta.mainini@amb-ire.com

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One Response to “Per fare un albero ci vuole un seme, per fondere un nucleo ci vuole Berlusconi”

  1. Rino Pruiti Says:

    Grazie per la citazione nel post, dobbiamo opporci in tutti i modi a questa pazzia del nuclerare.


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