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La matematica e il nucleare maggio 22, 2009

Filed under: ambiente,Attualità,Energie rinnovabili — marta mainini @ 5:37 pm

 

L’Italia si estende su una superficie territoriale di 301.400 Km² . Ora, sottraiamo a questo ambiente  i territori italiani soggetti  a rischio sismico; sottraiamo inoltre i territori italiani soggetti a pericolo di inondazioni, e non scordiamoci di sottrarre le aree costiere soggette ad innalzamento del livello del mare… Cosa otteniamo? Non siete bravi con la matematica? Nemmeno io, lasciamocelo dire da Maurizio Ricci : ci restano poche aree della Sardegna, della Puglia e del corso del Po ( -senza contare che la massiccia quantità di acqua estratta per il raffreddamento delle centrali andrebbe ad aggravare il problema dell’esigua portata del Po in estate e sorvolerebbe sull’importanza di salvaguardare le falde acquifere in una zona di risaie…).

Comunque, teniamo conto di utilizzare questi territori per costruire le nostre amate centrali, va bene. Chiediamo solo una cosa però: se le costruiamo, almeno facciamo in modo che il rischio valga la candela, ovvero, almeno facciamo in modo di ottenere la quantità di energia che ci è stata promessa.

E qui arriva un’altra riflessione: chi sostiene il ritorno al nucleare in Italia vuole arrivare a soddisfare  il 25% del fabbisogno elettronico nazionale.

Terna, Rete Elettrica Nazionale S.p.A. (acronimo di: Trasmissione Elettricità Rete Nazionale), società che gestisce la rete italiana, ha stimato il fabbisogno elettrico italiano per il 2018 intorno a 69 mila Megawatt.

Per coprire con il nucleare il 25% di tale fabbisogno si dovrebbero produrre circa 17.500 Megawatt.

Le quattro centrali prospettate (quando saranno completate e funzionanti, quindi sicuramente oltre il 2018…) ne offrirebbero circa 6.400.

Capite bene che 4 centrali da 1600 Megawatt, come quelle ipotizzate fino ad ora, non riuscirebbero a produrre 17.500 Megawatt: ce ne vorrebbero 11.

Ma dove metterle? Una in fila all’altra in quei pochi territori “idonei”? E a quale costo economico e ambientale?

 

Ho ritenuto utile, per chi non avesse il tempo di dedicarsi ad approfondire l’argomento,  proporvi una sintesi dell’articolo di Maurizio Ricci del 13 maggio, perché credo aiuti a chiarire alcuni semplici punti; le notizie e i dati riportati  sono  quindi riscontrabili qui

marta.mainini@amb-ire.com

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