Amb-ire

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Shell we die? giugno 10, 2009

Le cose, come spesso accade, sono confuse e complesse. ll riassunto, forse indegno, ma utile, è questo: nel 1995 lo scrittore nigeriano ecologista Ken Saro Wiwa, con l’aiuto di diversi attivisti, riuscì a far interrompere le attività della Shell nel Sud della Nigeria, ritenute causa di pesanti inquinamenti in molte zone della regione africana.
Nel 1995 Saro Wiwa e alcuni attivisti furono impiccati. Il figlio dello scrittore ecologista e altre vittime dell’ex regime militare nigeriano denunciarono la complicità di Shell con il governo di allora e per far luce sull’accaduto si rivolsero alla giustizia americana.

Ad oggi, correndo l’anno 2009, dopo numerose udienze, Shell ha accettato di pagare 15,5 milioni di dollari per porre fine al contenzioso. Malcolm Brinded, direttore esecutivo della Shell per l’esplorazione e la produzione, ha affermato: “Shell ha sempre sostenuto che le accuse erano false”. Il discorso, se ho capito bene, sarebbe: noi non abbiamo partecipato né appoggiato alcuna violenza, siamo andati in tribunale per difendere il nostro nome, comunque gli attriti dovevano finire per il bene della popolazione nigeriana.
Non si capirà mai di fatto per mano di chi, certo è che sono morte delle persone che lottavano per le proprie convinzioni, che credevano fosse un dovere tutelare il proprio ambiente di vita, mantenere sani gli ecosistemi naturali da cui dipendono intere popolazioni. E certo è anche che le estrazioni di petrolio o altro materiale nei paesi in via di sviluppo non vanno a migliorare la situazione delle comunità locali, deturpando e contaminando l’ambiente. Non dimentichiamoci infatti che lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali di un territorio è una delle maggiori cause di perdita di biodiversità ecosistemica, biologica e culturale. Il minimo che si possa fare è ricordare persone che hanno perso la vita per cambiare le cose e continuare a denunciare qualora le cose non vadano nel verso giusto.

Se non avete mai visto il film-documentario “l’Incubo di Darwin”, forse è ora di darci un occhio: “un virulento Pamphlet sulle colpe dell’Occidente e le guerre invisibili del continente nero” (Fabio Ferzetti, Il Messaggero).
Fatemi sapere cosa ne pensate dopo la visione.

marta.mainini@amb-ire.com

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3 Responses to “Shell we die?”

  1. jacopo zurlo Says:

    Non mancherò di guardarlo. Sai dove lo si possa trovare?

    Jacopo

  2. marta mainini Says:

    Sì guardalo perchè merita davvero. Fortunatamente è ben distribuito, quindi è acquistabile quasi ovunque!

  3. andrea Says:

    la scorsa puntata di report parlava dello sfruttamento occidentale petrolifero nel delta del niger. triste notare come non si riesca a comprendere la nostra responsabilità diretta all’origine del fenomeno dell’immigrazione, su cui tanto e troppo si parla a sproposito. e su cui si vincono elezione colpevolizzando e criminalizzando le vittime della nostra inutile opulenza.

    http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html


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