Amb-ire

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niente più sbarchi? agosto 30, 2009

Sempre più spesso in Italia, quando non si riesce ad affrontare una questione seriamente, si ricorre ai giochi di prestigio.

Ad esempio, non si riescono a diminuire le emissioni inquinanti nelle grandi città, il traffico, l’inquinamento, quindi non si riesce a rispettare la stessa normativa italiana a riguardo… soluzione? Il Governo stabilisce nuovi parametri da rispettare, espandendo i vincoli precedenti: ecco che ora, magicamente, si rientra nei termini di legge: non per virtuosismo nel diminuire la produzione di particelle sottili in atmosfera, ma semplicemente perché ora possiamo produrne di più, rimanendo in regola.

Avevo già evidenziato questa approccio fattucchiero del governo italiano in uno scorso articolo , utilizzando a mio avviso un paragone che ben rende l’idea dell’inutilità di queste “politiche magiche”: è come se un paziente afflitto da alta pressione si trovasse di fronte un medico che, incapace di guarirlo in modo serio, semplicemente cambiasse i parametri scientifici e stabilisse nuovi limiti di pressione: eccoci qui signor paziente, da oggi per soffrire di pressione alta si deve avere un valore superiore a 200, quindi lei si può ritenere guarito. Semplice, no?

Con estremo rammarico mi trovo ora, davvero imbarazzata, a dover constatare come questa modalità di intervento sia stata applicata anche alle persone. Passino l’inquinamento, le quote di traffico, di pulviscolo sospeso…, ma pretendere di far sparire in un vuoto spazio-temporale delle persone è davvero una cosa ignobile.

Parlo dei migranti. Di quegli uomini che da anni fuggono dalle loro terre, scappano da un sistema malato, per lo più deturpato proprio da quelle persone a cui oggi chiedono rifugio. Intendo quegli uomini che dall’oggi al domani, grazie alla politica fattucchiera italiana, sono teoricamente spariti.

Tutte quelle ondate di persone che quasi quotidianamente si imbarcano dalle coste libiche dopo mesi di stenti, violenze, miseria e passano giorni in mare, in attesa delle coste italiane…, questi uomini, che fine fanno? Soprattutto ora che il Governo italiano ha deciso debbano sparire, come nel “trucco” dell’inquinamento o della pressione: da oggi niente più sbarchi, garantito.

Ma le cause che spingono queste persone a gettarsi in mare pur di abbandonare il territorio africano, le ragioni reali alla base di questa radicata migrazione di uomini, sono state affrontate? E tutti questi individui, dove andranno? Dove arriveranno? Che fine faranno in mare? O che fine faranno in territorio libico?

Perché lo sappiamo vero, almeno questo, che non basta una decisione presa a tavolino da tre politici per fermare queste fughe?

Le persone che non riescono a partire rimangono in zona libica, non si sa in quali condizioni. Quelle che riescono ad imbarcarsi si perdono in mare, non vengono soccorse, o vengono trovate e incriminate. Di tutte le migliaia di uomini che partono, nei TG nazionali si ha ormai notizia di pochi. Che fine fanno tutti gli altri? In quali condizioni sono costretti a vivere e morire, nel silenzio generale?

Non so nemmeno io cosa dire, cosa aggiungere. Quindi vi lascio con alcune foto che ho scattato  presso il cimitero delle barche di Lampedusa, estate 2009.  Giusto per non stare in silenzio.

marta.mainini@amb-ire.com