Amb-ire

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aria fuori legge gennaio 25, 2010

Stamattina ero in metro, andavo al lavoro a Milano e leggevo uno dei classici quotidiani… Giro il foglio e vedo un’intera pagina immolata alla qualità dell’aria della megalopoli lombarda.

Eh sì, una pagina che raffigura diverse prospettive, diversi cieli, il più limpido e pulito, quello odierno, pubblicizza appunto la positività della situazione attuale.

Ora, va bene non voler deludere i cittadini e cercare di evitare allarmismi e preoccupazioni poco utili, ma, capiamoci, questo è un altro discorso.

Il 2010 è iniziato da poco, e già molte giornate milanesi hanno superato la soglia limite di particolato sottile in atmosfera. Cosa vuol dire? Che il 2010 è iniziato male, e che molte delle persone che vivono a Milano o vi si recano per lavoro hanno respirato un’aria fuori legge  –con una concentrazione di PM10 ben oltre  la soglia di sicurezza stabilita dall’Unione Europea.

Per fare un esempio a caso, ecco i dati registrati dall’Arpa il 23 gennaio:

http://www.arpalombardia.it/qaria/listaMI.asp

soglia massima: 50

Milano: 84

Ma perché devono dirci che va tutto bene? Chi non si informa in modo autonomo e legge il mio stesso quotidiano, oggi magari sarà andato a casa contento per la bella notizia.

Accordiamoci sulla realtà dei fatti, e cerchiamo di trovare una soluzione, perché, penso io, anche i politici avranno famiglia, no?

marta.mainini@amb-ire.com

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cogito ergo sum.. non va più di moda.. novembre 11, 2009

 

 

Dopo Messina, purtroppo, torniamo a parlare di dissesto territoriale.

Cosa deve ancora accadere perchè il Governo si decida a prendersi cura del nostro ambinete di vita in maniera seria e competente?

“Frano dunque sono: Ischia dopo Messina, la tragedia annunciata si ripete”

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=1890

 

Nelle loro mani novembre 2, 2009

Ecco in quali mani cadono i progetti delle piccole e grandi opere in Italia.

Ecco le rassicuranti competenze di chi decide se un’opera può essere realizzata oppure no, se un intervento rischia di distruggere un territorio o no.

Ecco in che condizioni si trovano a lavorare professionisti seri, che vengono rimossi dal proprio incarico per far posto a tecnici.. come dire.. con la cataratta ad entrambi gli occhi?

“Il Tar del Lazio boccia la nomina, da parte del ministero dell’Ambiente, delle commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche e ponti, aeroporti e autostrade, porti e ferrovie. Una sconfessione secca contenuta nelle sentenze pubblicate il 30 ottobre che danno al ministero 45 giorni di tempo per rimettersi in regola”.

 http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/ambiente/ministero-bocciato/ministero-bocciato/ministero-bocciato.html

 

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

 

Ponte e Grandi opere all’italiana ottobre 26, 2009

Come alcuni di voi già sapranno, venerdì 2 e sabato 3 ottobre avrebbe dovuto svolgersi la presentazione del libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere” (http://www.terrelibere.org/libreria/ponte-sullo-stretto-e-mucche-da-mungere ).

Purtroppo, in seguito al violento nubifragio di Messina, gli autori Luigi Sturniolo e Antonello Mangano non hanno potuto raggiungere l’aeroporto di Catania e partire per la Lombardia.

Avendo appreso dell’accaduto la mattinata di venerdì 2, abbiamo dovuto annullare l’incontro di venerdì stesso a Casatenovo (che speriamo di riuscire a recuperare a Dicembre) mentre siamo riusciti a mettere in piedi una presentazione sostitutiva sabato 3.

Come? Attraverso un collegamento Skype Varese-Messina con Antonello Mangano e un collegamento telefonico con Luigi Sturniolo. La serata è stata arricchita anche dalla proiezione del video “fratelli di Tav”, voluto per evidenziare proprio la stretta connessione tra il Ponte e le altre grandi opere all’italiana, che spesso diventano occasioni di speculazioni e perdite di denaro a danno dei cittadini e delle reali esigenze delle comunità locali, immolate in nome dei grandi, interminabili, cantieri.

Vi presentiamo un simbolico video-riassunto della serata, in cui non abbiamo potuto inserire parte del video Tav (per ovvie questioni di tempo) e purtroppo anche l’intervento di Luigi Sturniolo, che risulta poco udibile poiché avvenuto via telefono. 

Vogliamo a questo proposito segnalarvi, dato il valore degli interventi completi di Mangano e Sturniolo, l’esistenza di un video più esteso, a questo link: http://www.vimeo.com/7181404 (nome: “progetto amb-ire”).

Rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi dubbio e desiderosi di ricevere eventuali opinioni in merito.

 

A presto

marta.mainini@amb-ire.com

 

certe volte pare che.. il mondo giri alla rovescia.. ottobre 13, 2009

 

Sfogliando le notizie di oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo.. non siamo matti noi, no, è il mondo che va alla rovescia.

Si legge infatti:

-Partenza imminente per i lavori preliminari del ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha confermato ieri a Trieste il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli “a dicembre, come ha comunicato l’amministratore delegato Pietro Ciucci, partiranno i primi lavori”-.

-Per il vicepresidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Fabio Giambrone, “tragedie annunciate, come l’alluvione di Messina, non devono accadere mai più. Fare il Ponte sullo Stretto significa programmare un’altra catastrofe. Se il governo – ha aggiunto Giambrone – continua imperterrito con la politica della cementificazione selvaggia, anche in zone con elevatissimi rischi idrogeologici come quella dello Stretto, purtroppo dovremo continuare a piangere per centinaia e centinaia di vittime innocenti” (lanuovaecologia.it)-.

 

Continuando a scorrere le notizie e ci accorgiamo di un altro articoletto, che passa un po’ defilato..

Beni mobili e immobili per un valore di oltre sessanta milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia ad un imprenditore edile di Soriano Calabro (Vibo Valentia), Giuseppe Prestanicola, 57 anni, arrestato nel febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

(..) Secondo l’accusa, Prestanicola avrebbe consentito l’infiltrazione della cosca Mancuso, che ha il controllo delle attività illecite in tutto il Vibonese, nei subappalti per i lavori dell’A3.

L’infiltrazione della cosca negli appalti del Vibonese sarebbe avvenuta attraverso l’acquisizione di subappalti nelle forniture di materiale e nei lavori. Giuseppe Prestanicola, in particolare, (..), si sarebbe infiltrato nel sistema di aggiudicazione, organizzazione ed esecuzione degli appalti “dimostrando così le potenzialità della cosca mafiosa che, unitamente ad altri gruppi mafiosi, avevano decretato la spartizione territoriale dei lavori sul tratto autostradale (secondo il decreto di sequestro dei beni emesso dal gip di Catanzaro su richiesta della Dda) (lanuovaecologia.it).

Avete capito bene, ancora si parla dell’interminabile ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ancora si ha la prova delle gravi infiltrazioni mafiose in appalti, rifornimenti di materiali, cave, costruzioni.. Ma invece del Ponte non potremmo vedere realizzate per il 2010 qualcuna delle centinaia di opere incompiute?

E poi cosa pensiamo, che le infiltrazioni mafiose lasceranno stare il Ponte solo perché troppo brutto? Ma vi siete mai chiesti una cosa: se i cittadini non lo vogliono (perché di fatto necessitano di strutture ben più basilari); i privati lo appoggiano solo per la garanzia economica dello Stato (dato che il traffico sullo Stretto negli anni è diminuito, quindi pure gli accessi su cui dovrebbero guadagnare in futuro) … perché il Governo italiano spinge così tanto per avere quest’opera? Chi realmente ci guadagnerà da questi anni di costruzioni, appalti, scavi, lavori interminabili… ?

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

Perché mezz’Italia collega il disastro di Messina al Ponte sullo Stretto? ottobre 8, 2009

Pensavo non fosse necessario specificare un nesso così evidente, ma dopo aver letto il commento di Mario Giordano in risposta ad una lecita domanda inerente l’esigenza di messa in sicurezza del territorio (http://www.libero-news.it/articles/view/578832) … Bè, forse conviene spendere qualche parola in più a riguardo.

Vorrei usare la massima chiarezza, magari utilizzando i paragoni tanto cari al nostro Presidente del Consiglio, solo spero un po’ più appropriati.

Immaginiamo uno scenario più vicino al nostro vissuto: pensate ad una persona che abbia messo da parte per anni una somma di denaro consistente, desiderosa di sottoporsi in un prossimo futuro ad un esoso lifting. Immaginate ancora che una sera, questa stessa persona, venga investita da un’auto.

Si salva, ma l’impatto è grave e ha bisogno di una complicata operazione per tornare a camminare: potrebbe appoggiarsi alla mutua ma ciò gli potrebbe far perdere troppi mesi… Ci pensa un attimo e realizza di avere ancora da parte la somma risparmiata per effettuare il lifting: che fare?

Utilizzare i soldi per salvare la gamba o farsi ugualmente il remake facciale?

Ecco, caro Giordano, a mio parere l’Italia ora è in questa situazione: ha le gambe spezzate. Come dovrebbe utilizzare i soldi stanziati dal CIPE? Investirli in un fondo a perdere per rendersi attraente agli occhi di pochi, oppure operare in modo da ripristinare un territorio sano e vitale?

Non mi vorrei dilungare in tecnicismi, che gli esperti del settore hanno già espresso meglio di me, comunque è bene ricordare che il Ponte sarà realizzato attraverso una partecipazione pubblico-privata che comporterà, volenti o nolenti, l’intervento proprio di capitali statali nel sopperire ad eventuali perdite private.

È stato inoltre appurato che il traffico sullo Stretto non sia tale da giustificare un evento così mastodontico, anzi stia diminuendo.

Concludo evidenziando come, a mio parere, il disastro di Messina abbia evidenziato due distinte problematiche:

–      Il territorio prescelto per la costruzione del Ponte è altamente instabile e presenta un livello di sviluppo urbanistico troppo basilare per poter permettersi di spendere gli unici soldi disponibili in strutture extra;

–      Il partenariato pubblico-privato non può destinare i soldi stanziati per il Ponte al risanamento del territorio perché, anche lecitamente, i privati non investono i propri capitali in progetti a perdere..

Quindi mi domando, se il traffico sullo Stretto è diminuito, come mai questi stessi privati vogliono ugualmente investire nel Ponte? Quali guadagni si aspettano di ottenere se i pedaggi non saranno così consistenti a livello numerico?

O sanno che lo Stato (con i nostri soldi) interverrà a garantire le loro perdite, o hanno intenzione di lucrare sulla costruzione stessa dell’opera, sugli appalti, i rifornimenti etc…

Entrambe le opzioni non paiono incoraggianti.

Se possiamo forse capire l’interesse dei privati, quantomeno lo Stato dovrebbe occuparsi del territorio e dei cittadini senza fini di lucro.

 

marta.mainini@amb-ire.com  

 

vita meschina ottobre 7, 2009

Manteniamo alta l’attenzione su ciò che è successo a Messina, sulle politiche del nostro governo, sulle scelte che si faranno.

Qui trovate un aggiornamento a cura di Luigi Sturniolo e Antonello Mangano:

http://terrelibere.org/terrediconfine/3855-messina-aggiornamenti-dal-laboratorio-della-shock-economy

 

Stasera ripartirà anche il programma Exit su la7 analizzando l’accaduto di Messina, vediamo come affronteranno l’argomento.

Ci aggiorniamo nei prossimi giorni.

 

marta.mainini@amb-ire.com