Amb-ire

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io dormo qui gennaio 5, 2010

-“Io dormo qui”, dice Stephan, indicando l’oblò del silos che dovrebbe essere pieno di ottimo olio calabrese frutto di ulivi secolari e che invece è diventato la sua stanza- (Gli Africani salveranno Rosarno, Antonello Mangano, terrelibere.org).

Siamo in inverno. E siamo di nuovo in emergenza umanitaria.  

Gli immigrati coltivano la terra italiana. Raccolgono i frutti che mettiamo sulle nostre tavole, sono le mani dell’agricoltura italiana, soprattutto dell’economia agricola del Sud.

Costretti a vivere in condizioni pessime, non possono nemmeno cercarsi un posto per dormire.

Capisco che il problema non sia semplice da affrontare, che il discorso immigrazione-illegalità non sia di facile soluzione.

Ma questo non giustifica il nostro silenzio, la nostra complicità.

Queste persone sono abbastanza criminali per non concedergli un letto, un lenzuolo, un tetto che non sia di latta, un po’ di rispetto.

Però mangiamo tutti quello che si produce grazie al loro lavoro, quello che arriva dalla lora fatica, dalle giornate di lavoro (sottopagato), dalle notti trascorse in silos di metallo.

Sentitevi questa breve intervista: http://www.terrelibere.org/terrediconfine/dormiamo-nei-silos-per-l-olio-rosarno-di-nuovo-emergenza-umanitaria

E sentitevi liberi di dire la vostra. Qui, o ovunque crediate.

marta.mainini@amb-ire.com

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la prima pietra dicembre 23, 2009

23 Dicembre. Ci siamo. secondo i piani oggi inizieranno i lavori per il Ponte sullo Stretto.

L’altro ieri ha nevicato.

Oggi, per recarmi al lavoro, ho impiegato 3 ore e mezza circa. Praticamente tutti i treni soppressi, autobus sostitutivi che evitavano di fermarsi perchè troppo pieni per caricare altre persone. Freddo, molto freddo, stazioni senza panchine.

So che molti dei soldi per la costruzione del Ponte verranno dai privati (in teoria) ma quelche eurino lo tirerà fuori anche lo Stato, senza contare gli stipendi di ingegneri, amministratori. consulenti, che da anni vengono pagati per seguire il progetto Ponte.

Ma indirizzare queste risorse per un miglioramento della rete pubblica italiana, è così una cattiva idea?

Ah, dimenticavo, io dovevo arrivare a Milano, e ci sono arrivata grazie ad un passaggio in macchina. Non dovevo andare in un villaggio remoto, così per dire…

marta.mainini@amb-ire.com

 

Aria grama a Milano dicembre 2, 2009

Avviso di garanzia per Il Presidente Formigoni e il sindaco Letizia Moratti

Il Presidente si presenta alla conferenza stampa ridendo quasi, divertito:

“Avrei dunque violato – ha proseguito Formigoni – questo articolo che sanziona, cito testualmente, ‘chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti”.

Fa sempre piacere notare come i politici italiani prendano a cuore le tematiche ambientali: in questo caso il Pubblico Ministero ha ritenuto urgente intervenire non perché il Presidente lanciava per aria un innocuo foglietto di carta, ma piuttosto perché si rende responsabile del mancato adempimento delle norme sull’inquinamento dell’aria.

In Italia il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, che recepisce la direttiva europea 1999/30/CE, prevede un preciso obbligo: la quantità di PM10 in atmosfera deve essere massimo pari a 50µg/m³. Si può tollerare uno sforamento di tale vincolo per “soli” 35 giorni all’ anno.

Ovviamente Milano, come altre città del resto, sfora usualmente di più di 150 giorni all’anno, giorni quindi in cui i cittadini sono obbligati a respirare un’aria altamente pericolosa, poiché colma di particolato sottile la cui presenza in tali quantità è vietata dall’Europa proprio per la salute dei cittadini.

Quindi, caro Formigoni, mi spiega cosa c’è da ridere su questo avviso di garanzia? Potrà pure prendere la scusa della campagna elettorale, e dei dispetti politici, ma i risultati non cambiano. Milano è nella norma? NO. Quindi non c’è niente da ridere. E non mi interessa sentire i soliti discorsi su Ecopass, politiche ambientali portate avanti dal Comune, dal Sindaco Moratti, o da altri..  E’ l’ora dei risultati.

Se io vado al lavoro e non produco nulla, mi lasciano a casa. Facciamo in modo di ridurre l’inquinamento dell’aria. Non mi importa nulla del suo avviso di garanzia e del suo valore politico. A me interessa il significato: Milano non è a norma, non è efficiente, non è sana.

Come ci prepariamo alla Expo 2015 –Feeding the Planet?

Non so se il Pianeta mangia PM10.. non credo.

marta.mainini@amb-ire.com

 

cogito ergo sum.. non va più di moda.. novembre 11, 2009

 

 

Dopo Messina, purtroppo, torniamo a parlare di dissesto territoriale.

Cosa deve ancora accadere perchè il Governo si decida a prendersi cura del nostro ambinete di vita in maniera seria e competente?

“Frano dunque sono: Ischia dopo Messina, la tragedia annunciata si ripete”

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=1890

 

aggiornamenti da terrelibere.org ottobre 20, 2009

Aggiornamenti in diretta da Messina:

http://www.terrelibere.org/terrediconfine/tanto-il-ponte-lo-stanno-gi-facendo035918486X

 

E poi non è per vantarsi, ma prima di Napolitano, lo scorso 5 marzo, scrivevo questo articolo: https://ambire.wordpress.com/2009/03/05/piu-faraoni-o-piu-lavoratori/

in merito alle opere faraoniche..

 

a presto

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

Verso Copenhagen.. ottobre 15, 2009

Vedo la situazione dell’Italia e, in parte, anche del Mondo, in questa maniera…. mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.

 

Il mondo della ricerca:

http://www.focus.it/allegati/183423.JPG
http://www.focus.it/allegati/183423.JPG

Il mondo politico….

http://www.climatebiz.com/blog/2009/10/08/insurers-and-climate-change-too-blind-see
http://www.climatebiz.com/blog/2009/10/08/insurers-and-climate-change-too-blind-see

 

Servono decisioni concrete prima di arrivare a Copenhagen. I vari Paesi partecipanti dovrebbeto arrivare al tavolo internazionale con un piano preciso.. Oggi è il 15 ottobre: in tempi politici il 7 dicembre è dietro l’angolo. Vedete piani strategici quasi pronti? L’Italia a che punto è? Come ci presenteremo in Danimarca?

Chiedendo la solita giustificazione prima dell’interrogazione?

In quanto cittadini responsabili dobbiamo in prima persona mantenere alta l’attenzione  ed esigere che il nostro Paese ci rappresenti in modo serio e responsabile. Non c’è più tempo per scherzare, andare ai party, saltare le lezioni.. l’ora degli esami finali è arrivata.

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

niente più sbarchi? agosto 30, 2009

Sempre più spesso in Italia, quando non si riesce ad affrontare una questione seriamente, si ricorre ai giochi di prestigio.

Ad esempio, non si riescono a diminuire le emissioni inquinanti nelle grandi città, il traffico, l’inquinamento, quindi non si riesce a rispettare la stessa normativa italiana a riguardo… soluzione? Il Governo stabilisce nuovi parametri da rispettare, espandendo i vincoli precedenti: ecco che ora, magicamente, si rientra nei termini di legge: non per virtuosismo nel diminuire la produzione di particelle sottili in atmosfera, ma semplicemente perché ora possiamo produrne di più, rimanendo in regola.

Avevo già evidenziato questa approccio fattucchiero del governo italiano in uno scorso articolo , utilizzando a mio avviso un paragone che ben rende l’idea dell’inutilità di queste “politiche magiche”: è come se un paziente afflitto da alta pressione si trovasse di fronte un medico che, incapace di guarirlo in modo serio, semplicemente cambiasse i parametri scientifici e stabilisse nuovi limiti di pressione: eccoci qui signor paziente, da oggi per soffrire di pressione alta si deve avere un valore superiore a 200, quindi lei si può ritenere guarito. Semplice, no?

Con estremo rammarico mi trovo ora, davvero imbarazzata, a dover constatare come questa modalità di intervento sia stata applicata anche alle persone. Passino l’inquinamento, le quote di traffico, di pulviscolo sospeso…, ma pretendere di far sparire in un vuoto spazio-temporale delle persone è davvero una cosa ignobile.

Parlo dei migranti. Di quegli uomini che da anni fuggono dalle loro terre, scappano da un sistema malato, per lo più deturpato proprio da quelle persone a cui oggi chiedono rifugio. Intendo quegli uomini che dall’oggi al domani, grazie alla politica fattucchiera italiana, sono teoricamente spariti.

Tutte quelle ondate di persone che quasi quotidianamente si imbarcano dalle coste libiche dopo mesi di stenti, violenze, miseria e passano giorni in mare, in attesa delle coste italiane…, questi uomini, che fine fanno? Soprattutto ora che il Governo italiano ha deciso debbano sparire, come nel “trucco” dell’inquinamento o della pressione: da oggi niente più sbarchi, garantito.

Ma le cause che spingono queste persone a gettarsi in mare pur di abbandonare il territorio africano, le ragioni reali alla base di questa radicata migrazione di uomini, sono state affrontate? E tutti questi individui, dove andranno? Dove arriveranno? Che fine faranno in mare? O che fine faranno in territorio libico?

Perché lo sappiamo vero, almeno questo, che non basta una decisione presa a tavolino da tre politici per fermare queste fughe?

Le persone che non riescono a partire rimangono in zona libica, non si sa in quali condizioni. Quelle che riescono ad imbarcarsi si perdono in mare, non vengono soccorse, o vengono trovate e incriminate. Di tutte le migliaia di uomini che partono, nei TG nazionali si ha ormai notizia di pochi. Che fine fanno tutti gli altri? In quali condizioni sono costretti a vivere e morire, nel silenzio generale?

Non so nemmeno io cosa dire, cosa aggiungere. Quindi vi lascio con alcune foto che ho scattato  presso il cimitero delle barche di Lampedusa, estate 2009.  Giusto per non stare in silenzio.

marta.mainini@amb-ire.com