Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Nelle loro mani novembre 2, 2009

Ecco in quali mani cadono i progetti delle piccole e grandi opere in Italia.

Ecco le rassicuranti competenze di chi decide se un’opera può essere realizzata oppure no, se un intervento rischia di distruggere un territorio o no.

Ecco in che condizioni si trovano a lavorare professionisti seri, che vengono rimossi dal proprio incarico per far posto a tecnici.. come dire.. con la cataratta ad entrambi gli occhi?

“Il Tar del Lazio boccia la nomina, da parte del ministero dell’Ambiente, delle commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche e ponti, aeroporti e autostrade, porti e ferrovie. Una sconfessione secca contenuta nelle sentenze pubblicate il 30 ottobre che danno al ministero 45 giorni di tempo per rimettersi in regola”.

 http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/ambiente/ministero-bocciato/ministero-bocciato/ministero-bocciato.html

 

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

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niente più sbarchi? agosto 30, 2009

Sempre più spesso in Italia, quando non si riesce ad affrontare una questione seriamente, si ricorre ai giochi di prestigio.

Ad esempio, non si riescono a diminuire le emissioni inquinanti nelle grandi città, il traffico, l’inquinamento, quindi non si riesce a rispettare la stessa normativa italiana a riguardo… soluzione? Il Governo stabilisce nuovi parametri da rispettare, espandendo i vincoli precedenti: ecco che ora, magicamente, si rientra nei termini di legge: non per virtuosismo nel diminuire la produzione di particelle sottili in atmosfera, ma semplicemente perché ora possiamo produrne di più, rimanendo in regola.

Avevo già evidenziato questa approccio fattucchiero del governo italiano in uno scorso articolo , utilizzando a mio avviso un paragone che ben rende l’idea dell’inutilità di queste “politiche magiche”: è come se un paziente afflitto da alta pressione si trovasse di fronte un medico che, incapace di guarirlo in modo serio, semplicemente cambiasse i parametri scientifici e stabilisse nuovi limiti di pressione: eccoci qui signor paziente, da oggi per soffrire di pressione alta si deve avere un valore superiore a 200, quindi lei si può ritenere guarito. Semplice, no?

Con estremo rammarico mi trovo ora, davvero imbarazzata, a dover constatare come questa modalità di intervento sia stata applicata anche alle persone. Passino l’inquinamento, le quote di traffico, di pulviscolo sospeso…, ma pretendere di far sparire in un vuoto spazio-temporale delle persone è davvero una cosa ignobile.

Parlo dei migranti. Di quegli uomini che da anni fuggono dalle loro terre, scappano da un sistema malato, per lo più deturpato proprio da quelle persone a cui oggi chiedono rifugio. Intendo quegli uomini che dall’oggi al domani, grazie alla politica fattucchiera italiana, sono teoricamente spariti.

Tutte quelle ondate di persone che quasi quotidianamente si imbarcano dalle coste libiche dopo mesi di stenti, violenze, miseria e passano giorni in mare, in attesa delle coste italiane…, questi uomini, che fine fanno? Soprattutto ora che il Governo italiano ha deciso debbano sparire, come nel “trucco” dell’inquinamento o della pressione: da oggi niente più sbarchi, garantito.

Ma le cause che spingono queste persone a gettarsi in mare pur di abbandonare il territorio africano, le ragioni reali alla base di questa radicata migrazione di uomini, sono state affrontate? E tutti questi individui, dove andranno? Dove arriveranno? Che fine faranno in mare? O che fine faranno in territorio libico?

Perché lo sappiamo vero, almeno questo, che non basta una decisione presa a tavolino da tre politici per fermare queste fughe?

Le persone che non riescono a partire rimangono in zona libica, non si sa in quali condizioni. Quelle che riescono ad imbarcarsi si perdono in mare, non vengono soccorse, o vengono trovate e incriminate. Di tutte le migliaia di uomini che partono, nei TG nazionali si ha ormai notizia di pochi. Che fine fanno tutti gli altri? In quali condizioni sono costretti a vivere e morire, nel silenzio generale?

Non so nemmeno io cosa dire, cosa aggiungere. Quindi vi lascio con alcune foto che ho scattato  presso il cimitero delle barche di Lampedusa, estate 2009.  Giusto per non stare in silenzio.

marta.mainini@amb-ire.com

 

Per fare un albero ci vuole un seme, per fondere un nucleo ci vuole Berlusconi maggio 15, 2009

Anche dopo il tragico terremoto in Abruzzo il nostro Governo si ostina a non riconosce il pericolo sismico in territorio italiano, dissotterrando il nucleare: il 12 maggio il Senato ha approvato il ritorno all’energia atomica in Italia.
Come se non bastasse il ritorno al nucleare in sè, le procedure per la costruzione delle centrali potranno pure essere velocizzate, “grazie” alla previsione di un’unica autorizzazione in grado, solo secondo alcuni, di sostituire tutte le altre licenze e nulla osta (tranne Via e Vas – valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica), (cfr. Repubblica).

Jeremy Rifkin, famoso esperto di green economy, si è da poco espresso sull’effettivo contributo che l’energia nucleare porterebbe di fatto all’economia italiana, e non solo; trovate un articolo a ciò dedicato qui.

Per il resto che dire.. concludiamo ricordando le legittime riflessioni mosse da Roberto della Seta: “non è chiaro infatti chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c’è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell’energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali(cfr. Repubblica).

Ora, io mi chiedo, ma tutti quelli che appoggiano il Governo attuale, e quindi il ritorno al nucleare, tra tutte queste persone,dico, ci sarà qualcuno che ha dei figli, una moglie, un marito, un compagno di vita, degli affetti veri… ma chi augurerebbe ai propri cari di vivere di fianco ad una centrale nucleare, o in prossimità di un sito di stoccaggio di scorie pericolose? E secondo voi, dove verranno costruite queste centrali? Di fianco alla villa del Presidente del Consiglio in Sardegna?

Soprattutto considerando come vengono fatte e gestite le scelte in Italia, ricordando giusto per un secondo i grandi costruttori e le loro città di sabbia, di cui l’Abruzzo è solo un esempio (come scritto da Saviano).. Ma chi si fida?

Invece di fossilizzarsi su fonti di energia che possano incrementare i nostri consumi, perché non provare, anche in nome del risparmio, a proporre un cambiamento degli stili di vita in un’ottica di sostenibilità sociale e ambientale? Che ne so, magari promuovendo, in un Paese come l’Italia, l’eolico e il solare… E poi in fondo, chiediamoci se abbiamo davvero bisogno di impiegare tutta questa energia per produrre cose che non servono a nessuno, se non ai visi ringiovaniti di pochi.

marta.mainini@amb-ire.com

 

Dorsale Verde Nord Milano: i risultati della progettazione partecipata aprile 17, 2009


Sta sera appuntamento al Centro di Formazione ed educazione ambientale “Alex Langer” dell’Oasi Lipu di Cesano Maderno, per l’incontro pubblico in cui saranno illustrati i risultati del lavoro svolto da Comuni, Enti parco, Associazioni e cittadini per la creazione della “Dorsale Verde Nord Milano” .

Costruire la natura, fare paesaggio

Dorsale Verde Nord Milano: i risultati della progettazione partecipata

nell’occasione verrà presentato il volume

DORSALE VERDE NORD

Una guida alla scoperta degli spazi aperti dal Ticino all’Adda

Maggioli Editore

programma

 

La Val di Mello è Riserva Naturale marzo 30, 2009

Autunno in Val di Mello

Dopo anni di battaglie, di opposizioni alla costruzione di strade e nuove centrali idroelettriche e di petizioni contro interventi speculativi, da parte di abitanti e amanti della Val di Mello, la Regione Lombardia ha finalmente approvato all’unanimità  l’istituzione di una Riserva Naturale in questa splendida e incontaminata valle delle Alpi Retiche, che ha scelto da tempo uno sviluppo turistico sostenibile rinunciando a impianti di risalita e mantenendo integra la sua naturalità.  Sarà l’area protetta più vasta della Lombradia, con 46 mila ettari di territorio sotto tutela rivolti ad un turismo differenziato e a basso impatto ambientale.

L’area della Val di Mello sarà divisa in tre zone: riserva naturale integrale (con la massima tutela ed una rigida disciplina degli accessi oltre che il divieto di realizzare qualsiasi nuovo edificio e insediamento produttivo o ampliare quelli esistenti) riserva naturale orientata e infine, nel fondovalle, riserva naturale parziale di interesse paesistico.
Permessa la pesca nei torrenti ma totalmente negata ogni forma di caccia.
L’elevato pregio di questo territorio ha condotto inoltre a valutare la possibilità di avvio del processo di gemellaggio con un importante Parco USA, il Parco Naturale di Yosemite (il primo parco dichiarato dal Governo federale americano) che, pure presentando una dimensione ben più ampia della Val di Mello, possiede caratteristiche naturali e paesistiche per diversi versi similari.

La gestione dell’area protetta sarà affidata al Comune di Valmasino e all’Ersaf, l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste.

E’ un grande traguardo per abitanti, arrampicatori, escursionisti e appassionati di montagna che da anni frequentano la valle….e anche per le numerose specie di fauna e flora presenti sul suo territorio, che potranno continuare a vivere in tranquillità senza temere l’intervento distruttivo dell’uomo.


silvia.ferrari@amb-ire.com

 

Votate entro il 31 marzo!

 

Scusate la fretta, ma sono appena venuta a conoscenza di questa sana competizione tra diverse comunità locali in giro per il mondo, portata avanti dall’organizzazione per la tutela della barriera corallina (Reef Check Foundation): la canzone che riceverà più voti vincerà un aiuto economico che possa dare supporto alle attività di salvaguardia ambientale, controllo degli ecosistemi ed educazione ambientale.

Il video per cui tifo è il quarto, -Oulanga-, creato da alcuni ragazzi delle isole Comore (Africa).

Ovviamente siete tutti liberissimi di sentirvi le varie canzoni e votare il vostro preferito, se invece non avete sufficiente tempo, almeno votate sulla fiducia questa canzone, perché aiuterà una popolazione creativa e sensibile a tutelare il proprio ambiente di vita, la propria risorsa primaria, ovvero il mare e la barriera corallina, evitando così l’uccisione illegale delle tartarughe marine e il bracconaggio di questi splendidi e giganti esemplari..

Fatelo entro domani per favore, non vi costa nulla, se non 5 minuti, davvero, l’ho appena fatto anche io.

Come votare:

http://www.reefcheck.org/video/video_contest.php

in alto trovate: join and donate -> Sul menu a scorrimento trovate poi: Become a member

Cliccate su quello e scegliete -> Standard membership –gratuita!

Compilate il breve trafiletto con nome, email, password etc

Vi  verrà inviata una mail con il nome account e password; comunque, se non avete tempo di aspettare, potete da subito andare a votare il video: l’account non è altro che la vostra  email e la password la scegliete voi nel compilare il trafiletto..

A questo punto potete votare il video musicale –Oulanga-  country: Comoros (è il quarto video in ordine..)

Grazie mille…

“During the 2008 International Year of the Reef (IYOR), help save reefs and share your creativity and culture with others by creating a video using the Year of the Reef Song. Reef Check Foundation (RCF) is running this contest with the goal of getting young people to learn more about the marine environment. In addition to having a lot of fun, you could win great prizes!

About This Contest: Three cash prizes will be awarded to the best group performances of the IYOR Song to help finance events or activities with an educational focus on the marine environment, such as a visit to a local aquarium, trip to the beach, acquisition of marine educational materials,etc.

This is an International Contest, free to enter, and groups from every part of the world are encouraged to participate. Participants must be part of a group (e.g. school, club, religious group, etc.). We will be looking for creative, original videos that reflect your culture and celebrate ocean conservation; technical video quality will not be judged.” (http://www.reefcheck.org/video/video_contest.php).

marta.mainini@amb-ire.com

 

 

Californication.. marzo 18, 2009

Filed under: Attualità,Sviluppo sostenibile — marta mainini @ 10:59 am
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Non credevo sarebbe arrivato questo momento, ma devo ammettere che in questo caso il Governatore della California Arnold Schwarzenegger potrebbe essere d’esempio a tutti quei politici che puntano a risolvere la crisi con calce e cemento: si chiama California Green Corps il nuovo programma lanciato dal Governatore per far fronte alla crisi. Il piano prevede l’impiego di migliaia di giovani in difficoltà in nuovi lavori destinati all’economia verde. Nonostante A. Schwarzenegger avesse appoggiato il candidato repubblicano John McCain durante la campagna elettorale per le presidenziali, ora ha deciso di sostenere le politiche ambientali promosse dal Presidente Obama. Negli ultimi giorni ha infatti affermato: “il presidente Obama ed io condividiamo le stesse priorità per quanto riguarda gli aiuti all’economia per rilanciare una California e un’America più verdi”.

Esiste dunque una via per risanare la situazione attuale senza andare a peggiorare le cose, ma che investa nella formazione dei giovani e nella creazione di nuovi posti di lavoro, magari non solo nei cantieri edili.. Basta scegliere.

marta.mainini@amb-ire.com