Amb-ire

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Aria grama a Milano dicembre 2, 2009

Avviso di garanzia per Il Presidente Formigoni e il sindaco Letizia Moratti

Il Presidente si presenta alla conferenza stampa ridendo quasi, divertito:

“Avrei dunque violato – ha proseguito Formigoni – questo articolo che sanziona, cito testualmente, ‘chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti”.

Fa sempre piacere notare come i politici italiani prendano a cuore le tematiche ambientali: in questo caso il Pubblico Ministero ha ritenuto urgente intervenire non perché il Presidente lanciava per aria un innocuo foglietto di carta, ma piuttosto perché si rende responsabile del mancato adempimento delle norme sull’inquinamento dell’aria.

In Italia il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, che recepisce la direttiva europea 1999/30/CE, prevede un preciso obbligo: la quantità di PM10 in atmosfera deve essere massimo pari a 50µg/m³. Si può tollerare uno sforamento di tale vincolo per “soli” 35 giorni all’ anno.

Ovviamente Milano, come altre città del resto, sfora usualmente di più di 150 giorni all’anno, giorni quindi in cui i cittadini sono obbligati a respirare un’aria altamente pericolosa, poiché colma di particolato sottile la cui presenza in tali quantità è vietata dall’Europa proprio per la salute dei cittadini.

Quindi, caro Formigoni, mi spiega cosa c’è da ridere su questo avviso di garanzia? Potrà pure prendere la scusa della campagna elettorale, e dei dispetti politici, ma i risultati non cambiano. Milano è nella norma? NO. Quindi non c’è niente da ridere. E non mi interessa sentire i soliti discorsi su Ecopass, politiche ambientali portate avanti dal Comune, dal Sindaco Moratti, o da altri..  E’ l’ora dei risultati.

Se io vado al lavoro e non produco nulla, mi lasciano a casa. Facciamo in modo di ridurre l’inquinamento dell’aria. Non mi importa nulla del suo avviso di garanzia e del suo valore politico. A me interessa il significato: Milano non è a norma, non è efficiente, non è sana.

Come ci prepariamo alla Expo 2015 –Feeding the Planet?

Non so se il Pianeta mangia PM10.. non credo.

marta.mainini@amb-ire.com

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La “sporca decina” gennaio 19, 2009

 

Monossido di azoto, monossido di zolfo, benzene, cadmio, cromo, mercurio, piombo, idrocarburi policiclici aromatici, diossine, furani e monossido di carbonio.

 

Secondo i dati di Arpa Puglia dell’Ines, questi sono gli inquinanti di cui L’Ilva di Taranto detiene i record di emissione; si pensi anche solo al contributo della citata acciaieria all’immissione in atmosfera del monossido di carbonio: l’80% del totale fra le industrie italiane.

In articoli precedenti abbiamo già parlato del territorio pugliese, delle sue preoccupazioni e delle speranze in un cambiamento riposte nella legge regionale sulle diossine e furani approvata a fine 2008 dalla Regione Puglia e in una presa di posizione più forte del Ministero dell’Ambiente che, attraverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) potrebbe fissare  limiti alle emissioni inquinanti precisi e sicuri. Per ora, comunque, la gente continua a respirare tutto ciò che i camini dell’acciaieria rigurgitano.

L’unica azione intrapresa in questi giorni arriva dalla campagna Mal’Aria di Legambiente, attraverso la quale si intende lanciare un segnale di sfida: sono stati appesi alle finestre nel quartiere Tamburi, uno dei più colpiti dall’inquinamento industriale, le così dette lenzuola “acchiappa-smog”: saranno proprio queste lenzuola bianche, giorno dopo giorno, ad assorbire il malessere dell’aria e ad annerirsi di conseguenza. Quando la “sporca decina” avrà lasciato il segno su di esse, verrano raccolte e portate come simbolo al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, con la speranza che qualcosa finalmente venga fatto, perché non è possibile che in Italia esista una normativa tra le più permissive in Europa, che permette ad industrie malfunzionanti di rientrare nei parametri di legge solo perché lo Stato stesso stabilisce soglie inefficaci: ciò che da noi si può fare, in altri paesi europei viene bandito perché nocivo per la salute pubblica.. e, ahimè, il corpo umano è uguale ovunque..ciò che fa male a un polmone francese, in teoria, fa male a un polmone italiano.

 

Allora, teniamo alta l’attenzione sulla vicenda, perché l’aria è una risorsa preziosa, ed è davvero stupido, all’inizio del 2009, dover morire di inquinamento.

 

Marta Mainini