Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Festival internazionale dell’ambiente settembre 19, 2009

Dal 25 al 28 ottobre 2009 si terrà a Milano e provincia il Festival Internazionale dell’Ambiente, una serie denergia_pulitai incontri ed eventi di carattere internazionale volti a promuovere la sensibilità ambientale a tutti  i livelli.

Sarà affrontato ampiamente il tema legato all’energia con momenti di intrattenimento e coinvolgimento.

Per ulteriori informazioni http://festivaldellambiente.com/

 

silvia.ferrari@amb-ire.com

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Duemila e venti..vecchi? marzo 3, 2009

 

4 centrali nucleari in Italia previste per  il 2020, questo è quanto Italia e Francia  hanno concordato lo scorso 25 febbraio.

I Presidenti delle regioni Puglia, Piemonte, Lazio , Alto Adige, Toscana, il sindaco di Ragusa e di Viterbo hanno espresso la propria opposizione rispetto ad una eventuale costruzione di insediamenti nucleari nei rispettivi territori di competenza.  Il governatore della Lombardia Formigoni ha per il momento accennato un “vedremo, valuteremo, verificheremo”.

Nichi Vendola invece, Presidente della regione Puglia, ha sostenuto il proprio parere negativo ricordando la struttura del territorio italiano: “una striscia allungata e densamente popolata, un Paese la cui antropizzazione è così capillare che è difficile immaginare il ritorno a cicli industriali insolubili”.

Senza voler cadere nella ben conosciuta sindrome Nimby –not in my back yard- , vorrei  solo porre uno spunto di riflessione su due elementi: il primo riguarda la possibile inadeguatezza di centrali nucleari progettate e finanziate ora, con tecnologie già ad oggi messe in discussione più volte*, la cui realizzazione completa finirà, se non ci saranno ritardi (cosa alquanto strana in Italia..) nel 2020.. non è una corsa contro il tempo persa in partenza? Pare che invece di giocare con il tempo a loro favore, investendo in energie nuove e pulite, gli italiani vogliano a tutti i costi investire anni e sforzi per realizzare qualcosa che nascerà già vecchio..la tecnologia definita ora per il progetto, risulterà quasi sicuramente sorpassata nel 2020.. purtroppo.

Il secondo punto è già stato accennato: non sarebbe forse più conveniente investire tutti questi sforzi e questi soldi nelle energie pulite, creando alternative valide, nuovi posti di lavoro, efficienza energetica ed ambientale, riducendo allo stesso tempo le sostanziose multe che il nostro Paese si troverà a dover pagare se la sua attenzione ambientale rimarrà su questi standards?

Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, ha ricordato a questo proposito che proprio il Piemonte ha scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendovi 300 milioni di euro fino al 2013, producendo opportunità di lavoro e migliorando la qualità del territorio.

Dobbiamo scegliere se nascere vecchi, o invecchiare con spirito giovane.

 

*Un’inchiesta del quotidiano britannico “The Independent” ha rivelato che le centrali nucleari di nuova generazione sono più pericolose, in caso di incidente, di quelle vecchie. Nonostante infatti il verificarsi di incidenti sia un’ipotesi meno probabile grazie alle nuove tecnologie, un eventuale incidente provocherebbe una fuoriuscita di radiazioni maggiore e potrebbe fare anche il doppio delle vittime.

 

Marta.mainini@amb-ire.com

 

Spagna: il cimitero “sostenibile” gennaio 13, 2009

Repubblica tv ha pubblicato oggi (martedì 13 gennaio) questo interessante servizio su di un “cimitero sostenibile”.

Il servizio dimostra come nella cittadina spagnola di Santa Coloma de Gramenet l’Amministrazione comunale abbia installato una serie di pannelli fotovoltaici, quindi utili alla produzione di energia elettrica, all’interno del cimitero.

Probabilmente il servizio farà sorridere alcuni e “arrabbiare” altri ma noi ci teniamo comunque a riportare questa notizia.

Si sta esagerando nell’inserire i pannelli fotovoltaici anche in un luogo come il camposanto?

Forse è solo il diverso che ci spanventa e che non ci piace:  molti dei nostri cimiteri sorgono all’ombra di imponenti fabbriche o di fianco a strade a grande scorrimento. Quale tra le due alternative è irrispettosa a questo punto?


 

Al governo non piace l’energia pulita e meno cara dicembre 2, 2008

 

Il decreto cosiddetto anticrisi si abbatte contemporaneamente sugli sgravi per le ristrutturazioni «ecologiche» e su quelli destinati alle imprese per ricerca e sviluppo. Ovvero: in un solo colpo (è lo stesso articolo) si danneggia sia la natura, sia lo sviluppo. Il contrario che combattere la crisi. La tesi sostenuta dal governo è semplice: per essere certi che quelle misure siano finanziate, si elimina l’automatismo e si mette un «tetto» agli aiuti pubblici. Nella pratica ci sarà un freno generalizzato: tempi lunghi significano meno spese per l’erario e meno sconti per i cittadini. I quali, tra l’altro, dovranno fare domanda all’Agenzia delle Entrate e aspettare 30 giorni. Se non riceveranno risposta, niente sconto. Primo caso al mondo di silenzio-diniego. Chi controlla che il silenzio non sia dovuto a ritardi della pubblica amministrazione?

Che cosa accade ora? Per le ristrutturazioni «verdi» realizzate nel 2008 si stanziano 82,7 milioni di euro. Chi arriva prima, li prende (singolo cittadino o società). Lo sgravio previsto dal governo Prodi era del 55% sulle spese sotenute (fino a un massimo di 100mila euro) per istallare pannelli solari (quelli termici per produrre acqua calda, non i fotovoltaici che producono energia), impianti di riscaldamento ad alta efficienza energetica, pareti e cappotti isolanti, infissi, pavimenti. Chi ha ristrutturato nel 2008 potrà fare domanda all’Agenzia delle Entrate dal 15 gennaio al 27 febbraio. Se non si rientra nello sconto del 55%, solo per il 2008 (e solo per le persone fisiche) si può accedere a uno sgravio «di riserva» del 36% fino a un massimo di spese agevolate di 48mila euro (circa 16mila euro di risparmi). Nulla cambia, invece, per chi ha effettuato i lavori nel 2007: per loro lo sgravio è ancora integro e automatico.

pannelli-solari


Per gli anni futuri si prevede la stessa procedura: domanda all’Agenzia delle Entrate e speranza di rientrare nel plafond. per il 2009 si stanziano 185,9 milioni di euro; per il 2010 314,8 milioni. Negli anni futuri non è prevista la possibilità «di riserva», e le domande dovranbno essere presentate dal primo giugno al 31 dicembre. L’esaurimento degli stanziamenti deve essere pubblicato sul sito dell’agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it). I contribuenti abilitati potranno utilizzare il modulo on-line, che sarà autorizzato dall’Agenzia entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Gli inganni del meccanismo. A questo punto è chiaro che si dovranno effettuare gli investimenti senza sapere se si avrà o meno lo sgravio. Primo freno all’ammodernamento «ecologico» del paese. Ancora: nel 2009 e 2010 il periodo sostanzialmente agevolato si riduce a 5 mesi, perché dopo scatta già la corsa al finanziamento. Siccome le domande devono essere fatte a consuntivo (non a preventivo), per quella data i lavori dovranno essere terminati.

Cosa resta delle norme Verdi Le due Finanziarie di Prodi avevano avviato una fitta serie di misure per favorire lo sviluppo sostenibile. Al cambio di maggioranza è stata subito eliminata la certificazione energetica da allegare per ottenere le concessioni edilizie. Resta ancora in piedi, invece, il bonus del 20% sull’acquisto dei frigoriferi a risparmio energetico, per un massimo di 200 euro. Attivo anche il «conto energia», uno strumento avviato dall’Europa che finanzia con una tariffa agevolata l’energia prodotta con panelli fotovoltaici, sia per usi privati che per attività economiche (in quel caso si vende l’energia al gestore). Resiste ancora anche la tassa sulle bottiglie di plastica dell’acqua minerale (5 centesimi a pezzo) versata dai produttori, per finanziare acquedotti e servizi idrici.

Le reazioni politiche alle ultime decisioni del governo non si sono fatte attendere. «Investire in innovazione e ricerca è una leva straordinaria per lo sviluppo – ha detto il ministro ombra Matteo Colaninno – Il governo, nel cosiddetto decreto anti crisi, va esattamente nella direzione opposta soffocando una straordinaria norma moltiplicatrice di sviluppo, quella sulla maggiorazione del credito di imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione». E la ricerca e l’innovazione vanno a braccetto, si sa, proprio con l’ecologia e l’ambientalismo. nessuna reazione, su questi temi da parte di Confindustria. Anzi: in fatto di ambiente il collateralismo è fortissimo. Già da tempo gli imprenditori si sono schierati contro i vincoli di Kyoto. ma stavolta a perdere risorse saranno anche loro. Meno sconti vuol dire meno lavoro. E quindi meno affari. Cosa diranno i vertici confindustriali ai loro iscritti?


di Bianca Di Giovanni da L’Unità 2 dicembre 2008