Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Che fate domenica? maggio 19, 2009

Filed under: ambiente,aree naturali,Attualità,Eventi — marta mainini @ 4:31 pm
Tags: , , , , ,

Il 24 maggio (questa domenica) sarà la Giornata europea dei Parchi, quest’anno dedicata ai giovani, al futuro.

Lo scrivo con un minimo di anticipo, così da dare la possibilità, a chi lo desiderasse, di organizzarsi per tempo: le iniziative sono molte, proposte da diversi enti ed associazioni, potete trovarne alcune al sito nazionale dei parchi italiani (http://www.parks.it/giornatadeiparchi/index.php) oppure anche qui (http://www.lipu.it/eventi/).

Pensateci perché potrebbe essere una buona occasione per godersi una giornata primaverile all’aria aperta, con qualche buon amico, o in famiglia.
L’intento alla base di questa giornata è infatti quello di avvicinare le persone al mondo dei parchi, delle riserve e delle aree naturali in genere, stimolando idee e riflessioni riguardo l’importanza di continuare a preservare le aree verdi che fortunatamente hanno resistito ad una massiccia urbanizzazione del territorio italiano.
Le aree protette hanno un ruolo fondamentale nel garantire la conservazione dell’ambiente naturale e offrono occasioni di conoscenza e svago a chiunque lo desideri, attraverso escursioni guidate, giornate a tema, ma anche semplicemente aprendo le porte a visite autonome in un ambiente sano e vitale, il che non è poco.

Quindi cosa aspettiamo? Sosteniamo queste iniziative, ringraziando questi custodi dell’ambiente naturale e regalando a noi stessi un po’ di tempo ben speso; io, per esempio, andrò sabato sera ad un’escursione guidata “a caccia” di rapaci notturni, Senatore Orsi vuole venire con me? Senza fucile però…

Non mi rimane che augurarvi, anche se in anticipo, buona domenica.

marta.mainini@amb-ire.com

 

Report: disegno di legge Orsi aprile 29, 2009

 

Report

Disegno di Legge Orsi

Si presenta di seguito la parte introduttiva del Report, composto di altre quattro sezioni.

Cliccando rispettivamente su: quadro normativoDanilo Selvaggi, Osvaldo Veneziano, Rodolfo Grassi, troverete gli approfondimenti desiderati.

Il presente Report nasce dall’esigenza, più volte esternata dalle diverse parti in causa, cittadini compresi, di capire e approfondire le dinamiche contenute nel Disegno di Legge presentato dal Senatore Orsi in via definitiva lo scorso 11 marzo 2009. L’iniziativa di intervenire sulla legislazione italiana in materia di caccia e territorio arriva dopo uno dei tanti ammonimenti dell’Unione Europea volto a richiamare l’Italia al rispetto delle direttive comunitarie e a sollecitare il nostro Paese a dotarsi di una struttura normativa valida ed efficiente in materia di tutela delle specie minacciate e degli ecosistemi naturali a rischio.

A fronte di questi richiami all’ordine, la proposta del Senatore Orsi di ammodernamento della legge 157/1992 (recante norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio) ha fatto da subito discutere proprio perché è parsa, almeno ad alcuni, un passo indietro nella salvaguardia del patrimonio faunistico ed ambientale. Le modifiche proposte “riguardano la cattura temporanea e l’inanellamento, l’esercizio venatorio da appostamento fisso ed i richiami vivi, la definizione della zona faunistica delle Alpi, le forme di prelievo venatorio specialistico, la gestione programmata della caccia, la mobilità per l’esercizio della caccia alla fauna migratoria, la  disciplina delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, la gestione degli ungulati selvatici, la caccia alle specie opportunistiche ed invasive, il controllo faunistico, i divieti di caccia, la licenza di porto di fucile per uso di caccia e l’abilitazione all’esercizio venatorio, le tasse di concessione regionale, il fondo di garanzia per le vittime della caccia ed il risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e dall’attività venatoria, la vigilanza venatoria e le sanzioni amministrative” (Intervento del Sen. Orsi in Commissione Territorio, Ambiente e Beni Culturali, 71ª Seduta, 11 marzo 2009).

Non abbiamo inserito appositamente una parte dettagliata riguardo i contenuti del Ddl, perché ci è sembrato di maggior stimolo alla lettura completa del lavoro presentare le modifiche rilevanti proposte da tale decreto nello svolgersi dei dialoghi con i nostri interlocutori.

Il nostro intento è stato dunque quello di chiarire, se pur brevemente, il quadro normativo attualmente vigente, al fine di creare una minima consapevolezza delle norme vigenti sul territorio italiano in materia ambientale; volendo rendere più vivo il confronto, abbiamo dato voce a tre rappresentanti delle categorie che si sono esposte nel dibattito riguardante il Ddl, chi a favore, chi contro.

Chi meglio di loro poteva accompagnarci nell’analisi del Ddl Orsi?

Troverete quindi tre interviste: una a Danilo Selvaggi, Responsabile nazionale dei rapporti istituzionali Lipu (Lega italiana protezione uccelli); la seconda a Osvaldo Veneziano, Presidente nazionale Arcicaccia; la terza a Rodolfo Grassi, Presidente Provinciale Fidc Milano.

La struttura del Report è libera, sullo stampo dei libri interattivi. Partite quindi da dove desiderate, saltate le parti che volete, il filo si ritrova sempre… Le domande rivolte ai nostri intervistati seguono una struttura comune, voluta appositamente per consentire ai lettori un confronto tra le varie posizioni esistenti; ovviamente, a seconda delle differenti competenze dell’intervistato, in ciascuna intervista sono stati approfonditi aspetti specifici .

Manca una voce in questo lavoro, quella del Senatore Orsi, cui ovviamente è stata a suo tempo richiesta l’intervista, in quanto proponente del Disegno di legge. Per il resto, se qualcuno avesse voglia di partecipare al dibattito in corso, mi contatti senza alcun problema: marta.mainini@amb-ire.com

Andiamo dentro le notizie; buona informazione.

 

Intervista a Danilo Selvaggi, responsabile nazionale rapporti istituzionali Lipu

Intervista a

DANILO SELVAGGI, responsabile nazionale rapporti istituzionali Lipu

 

È davvero necessario cambiare la Legge 157/1992?

Solo nella misura in cui andasse ad aumentare il livello di tutela di animali e natura in generale, solo per mettere l’Italia in regola rispetto alle numerose infrazioni della normativa europea: non dimentichiamoci che l’Europa sta per condannarci per troppa e malfatta caccia. Non era necessario cambiarla per diminuire la tutela. Teniamo conto che le sanzioni europee sono principalmente pecuniarie, bloccano ad esempio fondi destinati all’Italia per agricoltura etc, anche somme ingenti: si crea quindi un danno alla collettività causato da una minoranza.

La Lipu ha rapporti con associazioni ambientaliste estere?

Se sì, queste associazioni straniere che ne pensano della politica nazionale in merito alle gestione delle attività venatorie, soprattutto per quanto riguarda la fauna migratoria, che quindi interessa un livello ecosistemico più ampio del territorio italiano in sé…

Si infatti.. La Lipu fa parte della federazione internazionale “BirdLife International” presente in tutti i continenti, in più di 100 Paesi, in Europa ovunque, creando un rapporto strettissimo fra i partners europei. Questi ultimi sono molto preoccupati per la proposta normativa italiana. L’Italia è sotto i riflettori d’Europa, è molto scorretta nell’applicazione della normativa europea. Il tentativo filo-venatorio viene ripresentato ciclicamente, non è la prima volta, ciò suscita preoccupazione per la fauna selvatica, patrimonio di tutta la comunità internazionale, non solo italiana.

Per quanto riguarda l’uso estensivo del “controllo faunistico”.. non rischia questo di diventare un termine impacchettato per cacciare nei parchi specie protette in più periodi all’anno?

È un rischio grosso quello del controllo faunistico… prima di parlare di controllo faunistico bisognerebbe chiedersi come mai certe specie, in alcune aree geografiche, sono aumentate di numero. Il fatto è che i cinghiali sono stati immessi dai cacciatori, oltretutto utilizzando sottospecie dell’est, più prolifiche, e infatti si sono riprodotte. È un problema serissimo, cha include i danni all’agricoltura e il desiderio di cacciare.

La prima cosa da fare a proposito del controllo faunistico è bloccare l’immissione, chiudere il rubinetto. Il procedere al controllo faunistico per abbattimento è come andare a raccogliere l’acqua con un cucchiaio mentre il rubinetto è aperto.. La prima cosa da fare, più efficace ed immediata, è chiudere il rubinetto, bloccare le immissioni artificiali di specie cacciabili. Esistono degli strumenti pianificatori adeguati, azioni di controllo, piani di gestione, strumenti tecnici, le Regioni hanno norme ad hoc per farlo.

Non utilizzare l’espediente dei danni da fauna come cavallo di Troia per aumentare le possibilità di caccia; in questo modo si prendono in giro i cittadini e gli agricoltori: i danni da fauna non sono davvero affrontati, solo utilizzati come possibilità per diminuire i vincoli venatori.

All’art. 12 e 18-ter troviamo invece il concetto di specie “opportunistiche ed invasive”, nei confronti delle quali viene legalizzato l’abbattimento, anche in caso di specie non cacciabili, purché siano “fastidiose”? Mi corregga se sbaglio..

Sì è così.. Nella realtà esistono moltissimi strumenti per esercitare un controllo efficiente sulla fauna, non solo interventi cruenti di abbattimento. E poi, se la riforma alla 157 è stata fatta per dare una risposta ai danni da fauna, cosa c’entrano le civette usate come richiami vivi, cacciare dopo il tramonto, nella neve, sul ghiaccio..

Sì, anche queste innovazioni le vedremo tra poco; mi interessava prima capire il discorso, ex. art. 15, sulla mobilità dei cacciatori negli Ambiti Territoriali di Caccia. L’Art.11, co 13 sancisce inoltre che la licenza di porto di fucili per caccia abbia validità su tutto il territorio nazionale. Quali conseguenze porterebbe una tale mobilità?

Il cardine della legge 157/1992 era proprio il rapporto cacciatore-territorio, la stessa legge stabiliva gli ATC, ambiti territoriali di caccia, proprio per la necessità che il cacciatore operasse su uno o più aree, ben definite. Questo porta un duplice vantaggio: la responsabilità, ogni cacciatore ha familiarità con il proprio territorio di caccia, si sviluppa anche maggior attenzione e rispetto da parte di quei cacciatori meno rispettosi di regole e norme.

In secondo luogo viene facilmente controllata la densità venatoria, non si verifica la possibilità di concentrazione maggiore, ad esempio si evita la possibilità legale di un addensamento di cacciatori in zone interessate da rotte migratorie.

Tutto questo viene meno nel Ddl Orsi, che prevede ben 30 giorni di mobilità venatoria; tenendo conto che i giorni di caccia effettiva per singolo cacciatore sono circa 30/40 giorni, ben si comprende come i 30 giorni di mobilità siano equivalenti ad una quasi totale mobilità, una deregolarizzazione.

Arrivando a quello che già anticipava Lei prima, l’art. 4 prevede che più specie possano essere richiami vivi, anche senza l’utilizzo degli anellini identificativi per legittimarne la provenienza. Un certificato di provenienza (art. 5), sarà davvero sufficiente?

No, impossibile evitare che persone non corrette ne approfittino, l’anellino è molto difficile da rimuovere, scoraggia chi vuole utilizzare illegalmente i richiami vivi nel mercato nero o in altro.. Questa deregulation liberalizza in pratica la detenzione di illimitati uccellini da richiamo. Il Senatore Orsi ha pure risposto che elimina la pratica dell’anellino perché è fastidioso. Noi della Lipu ci chiediamo: è più fastidioso avere un anellino su una zampa, o essere detenuto tutta la vita in un gabbia minuscola, al buio, destinato ad essere un’esca o richiamo vivo? La Lipu ha intenzione di abolire questa pratica aberrante, oggi, nel 2009, con la cultura diffusa, una notevole sensibilità collettiva, dovremmo muoverci contro l’utilizzo dei richiami vivi.

L’art. 22 legalizza la caccia in valichi montani; tali aree sono oggi interdette alla caccia per un raggio di 1000 metri, in questo modo l’avifauna migratrice ha tranquillità per sostare, riposarsi, trovare ristoro etc.. Consentire lo svolgersi di attività venatorie anche in questi ambienti può comportare forme di disturbo, o aprire la possibilità del bracconaggio per la difficoltà strutturale di controllo?

Il discorso è che si apporterebbe sicuramente disturbo alla fauna migratrice; inoltre si offre anche qui un incentivo ai malintenzionati..già che possono essere lì, armati.. E poi la logica alla base è assurda, paradossale: si estende la caccia a questi territori perché le specie in esubero potrebbero spingersi fino a lì.. ma allora se queste si spingessero nelle città, nei giardini.. si aprirebbe la caccia ovunque in nome di questo esubero? Forse ci vuole un management di base, ben potenziato e mirato, queste invece sono ragioni palesemente strumentali.

 L’art.22 consente di portare armi, purché scariche e in custodia, lungo le vie di comunicazione di parchi e riserve. Consente inoltre di cacciare da veicoli, anche da natanti a motore spento. Quali conseguenze comportano queste nuove possibilità, soprattutto nelle zone umide, ecosistemi più che mai fragili?

Toccando l’argomento zone umide, è necessario ricordare un fatto, quasi mai menzionato (Io lo menziono infatti grazie a questa dritta, non per merito mio): esiste un accordo internazionale, l’AEWA -accordo per la conservazione degli uccelli acquatici migratori tra Africa ed Eurasia (vedi quadro normativo)- che chiede agli Stati coinvolti di proteggere i migratori. In questo accordo si vieta l’utilizzo di pallini al piombo nelle zone umide dal 2000. L’Italia, nel 2006 con legge 66/2006 proposta dal Ministro Frattini, recepì tale accordo e ne previde l’applicazione. Ad oggi, comunque, escluse le Zps (zone a protezione speciale -vedi quadro normativo), si caccia ovunque con pallini al piombo: ciò provoca problemi di saturnismo agli uccelli, un forte inquinamento degli ecosistemi naturali ed acquatici. Proprio questi rischi dovrebbe proibire un Ddl serio: bandire definitivamente il piombo.

Per arrivare alla caccia da natanti a motore spento: è una modalità molto invasiva, permette ai cacciatori di avvicinarsi in silenzio, cogliendo gli animali in situazioni più rilassate.. legalizza un modo subdolo, sleale di cacciare.

L’art 11, co 9,10 prevede invece il tanto discusso tirocinio di caccia per 16enni: cosa ne pensa?

I ragazzi a quell’età dovrebbero pensare a suonare la chitarra, a leggere; dedicarsi all’arte, alla musica, ai libri.. e non ai fucili. Inoltre i 16 anni di adesso non sono i 16 anni degli anni 50’, la maturità è diversa, il contesto in cui vivono, le pressioni a cui sono soggetti sono diverse. Da non sottovalutare inoltre il caso di paesi in cui la caccia a 16 anni è concessa: hanno conosciuto purtroppo eventi drammatici, stragi di giovani; Germania e Finlandia stanno ritornando sui loro passi, in Finlandia si sta pensando addirittura di portare l’età minima per cacciare non solo ai 18 anni, bensì a 21.. Questa politica correttiva dovrebbe far pensare.

Con l’art 16 sparisce il divieto di immettere fauna dopo il 31 agosto. Sapendo che l’attività venatoria apre a settembre, in teoria, questo articolo prevede la possibilità di immettere fauna in periodo di attività venatoria. Giusto?

Prima di tutto l’immissione e l’introduzione di fauna proveniente dall’estero crea squilibri non indifferenti, solo perché si vuole cacciare tanto e tanta fauna.. fenomeni che “drogano” l’ambiente. E poi gli animali immessi in periodo di caccia non avrebbero il tempo di ambientarsi al nuovo luogo.

È davvero necessario rivalutare tutta la materia; per come stanno le cose nel Ddl, si tratta di una sorta di esecuzione.

Anche perché, io non sono un’esperta di caccia, ma credo la finalità istitutiva delle aziende faunistiche venatorie sia quella di ricreare popolazioni animali stabili ed autosufficienti..

Il problema da rilevare è che in Italia non esistono dati su tutto ciò che gira intorno alla caccia, la legge 157 richiede dati, rapporti, analisi del livello di pressione venatoria.., ma in realtà non ci sono né a livello regionale, né a livello nazionale. Ciò mina nel fondamento l’attività venatoria: quest’ultima è sostenibile per la conservazione dell’ambiente? Come capire se la caccia esercitata ad oggi sia sostenibile? Non possiamo valutarla, non ci sono strumenti, misure.. Come rifare la legge 157? Su quali dati, su quali conoscenze? Ha funzionato? Come e perché? Questa è una riforma alla cieca, o meglio, una riforma che vede solo in una direzione..

A proposito di vedere, l’art 16 sancisce la possibilità di estendere la caccia dopo il tramonto. Ma come funziona? Cioè, il motivo è perché alcune specie tornano solo nel buio, o perché sono bersagli più facili perché nel nido?

Mi risulta che il tramonto sia quando il sole va a nascondersi oltre l’orizzonte.. ciò comporta una notevole riduzione della visibilità: già per gli esperti è difficile distinguere un piccolo esemplare di una determinata specie da un altro, figuriamoci una persona meno esperta, al buio. Inoltre, è vero, solo alcune specie ritornano proprio al calar del sole, e se tu non cacci proprio quella non sei in pace con te stesso?

Senza dimenticare il rischio, sparando al buio, anche per una specie in più, la nostra.

Sì in effetti.. comunque, ultima domanda: all’art. 27 si propone una riduzione dei ruoli e delle presenze dei guardia parco, guardie ecologiche e zoologiche.. Come valuta questo intervento in concomitanza al problema del bracconaggio in Italia?

Mentre l’Unione Europea emana una nuova direttiva sui reati ambientali, chiedendo che su determinate illegalità, caccia a specie protette, ci sia un rafforzamento delle pena, un enforcement, maggior vigilanza, chiede insomma un giro di vite per rispondere ad un problema grave, noi in Italia abbassiamo la tutela ed eliminiamo pure alcuni dei controllori. Che dire di più.

 

Grazie a Danilo Selvaggi,

Responsabile nazionale rapporti istituzionali Lipu

  vai a:

quadro normativo, intervista a Osvaldo Veneziano, intervista a Rodolfo Grassi

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

Un pensierino per la Terra.. aprile 22, 2009

Un pensierino per la Terra..

22 Aprile..In questa giornata in onore della Terra, mi sembrava positivo proporre a tutti, me compresa, delle piccole e semplici  buone abitudini, che ci aiutino  a ridurre il nostro impatto sulle risorse che sfruttiamo, sul suolo che consumiamo, sul territorio in cui viviamo..

Ovviamente questi pensierini non li ho propriamente inventati io.. trovate questi e molti altri suggerimenti nel sito dell’EEA (Agenzia europea dell’Ambiente, http://www.eea.europa.eu/green-tips/ ), io mi sono permessa di tradurli e completarne alcuni.. Può diventare anche una bella abitudine leggerne uno al giorno e magari mandarlo ai vostri contatti via email, sarà sicuramente un suggerimento piacevole e gradito, chissà mai che si riesca a diventare un po’ più sostenibili  nella nostra casa, in macchina, in ufficio, in vacanza..ce n’è per tutte le occasioni. E poi, perché no, può essere un buon espediente per tenere aggiornato il nostro inglese.. pensierino dopo pensierino.

Quindi, buona lettura e Buon Earth Day a tutti, senatore Orsi incluso.

1.    Supporta i parchi naturali

Visita le riserve naturali e i parchi del tuo territorio per dimostrare supporto alla loro creazione, tutela ed espansione. Ricorda di lasciare queste aree come le hai trovate.

2.    Sii creativo e dai vita ad un angolo di natura nel tuo giardino/balcone

Oltre che elemento positivo per te e la tua famiglia, il piccolo angolo di natura sarà un aiuto alla piccola biodiversità locale della tua zona.

3.    Firma la tua email con stile

Aggiungendo una breve frase come questa alla vostra firma digitale: “Sii gentile con il nostro Pianeta, stampa questa mail solo se necessario”, farai semplicemente riflettere i destinatari delle tue email sul loro consumo di carta, aiutando, forse, a salvare qualche albero.

4.    Mantieni la distanza..

Ammira e apprezza gli animali selvaggi, anche piccoli, ma mantieni la distanza,  non cercare di addomesticarli, toccarli, attirarli con del cibo, prenderli dal nido.. la vita selvatica ha un valore intrinseco che merita di essere preservato.

5.    Dai il benvenuto ad un nuovo nato nella tua famiglia piantando un albero

Oltre a diventare un bel ricordo per il nuovo nato, questo albero offrirà con il tempo ombra, creerà un piccolo ecosistema e produrrà ossigeno!

6.    Prendi parte al prossimo censimento di uccelli nella tua provincia

Oltre  ad aiutare gli studi sulla conservazione delle specie,  potrai imparare a riconoscere differenti specie, le loro caratteristiche, e trascorrere ottime giornate all’aria aperta. Ad esempio, in Italia la Lipu organizza uscite sul campo, escursioni all’aria aperta e tante altre iniziative (www.Lipu.it)

7.    Coltiva le tue verdure..

Creati un piccolo orto nel giardino, oppure organizzati con dei vasi alle finestre del tuo appartamento.. potrai goderti gustose verdure libere dai pesticidi.

8.    Compra prodotti locali

Cerca prodotti di filiera corta, provenienti dalle fattorie della tua provincia, o quasi.. oppure compra frutta e verdura al mercato locale; apprezza i prodotti di stagione, accorciando così i Km che frutta e verdura devono percorrere per essere trasportati da chissà dove alla tua tavola..ridurrai così sia l’inquinamento da trasporto che la produzione di rifiuti da imballaggi inutili.

9.    Compra quello di cui hai bisogno, non tutto quello di cui credi di aver bisogno..

Se ognuno a questo mondo vivesse secondo lo stile “europeo”, avremmo bisogno di ben tre pianeti Terra per esaudire tutte le richieste.. Non cadere nella trappola del consumismo inutile, fai una lista di ciò di cui hai bisogno e attieniti a quella quando fai la spesa; non comprare tutto ciò di cui pensi di aver bisogno..aiuterà anche il tuo portafoglio.

10.  Cerca di scoprire qualcosa riguardo la fauna e la flora nella tua zona

Le specie minacciate e in pericolo di estinzione si possono trovare in tutti i tipi di ecosistemi, anche dietro casa tua. Possono essere piccole e grandi, conosciute e non, impara quali vivono vicino a te, perché sono in pericolo e cosa puoi fare per impegnarti nella loro tutela.

11.  Scegli attentamente il tuo animale da compagnia

Rettili, uccelli, pesci etc sono spesso strappati dal loro ambiente naturale per essere commercializzati nei nostri paesi. Il mercato nero degli animali esotici ha devastato intere popolazioni di specie e purtroppo continua ad essere attivo e nocivo.

12.  Se ti piace viaggiare  e fare nuove esperienze

Perché invece della solita vacanza non offri la tua disponibilità per campi di volontariato a favore della natura? Avrai l’opportunità di affrontare nuovi stimoli e conoscere nuove persone con cui condividere una sana attività ed una valido obbiettivo.

 

 

Ricordatevi: trovate molti altri suggerimenti al sito: http://www.eea.europa.eu/green-tips/  

Un pensierino al giorno, toglie il medico di torno..era così no?

 

marta.mainini@amb-ire.com