Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Tutti a piedi? febbraio 26, 2010

Domenica 28 febbraio dovrebbe tenersi il maxi blocco del traffico dell’area padana. Ma sarà davvero così esteso territorialmente? La proposta Moratti-Chiamparini sembra un po’ lontana dal largo consenso dei colleghi.

L’assessore De Nicola, che ha da poco coordinato un tavolo di discussione dedicato allo smog nell’area milanese, ha espresso in prima persona la propria perplessità rispetto all’utilità del blocco del traffico.

Come abbiamo già sottolineato in uno scorso articolo, dovrebbe essere chiaro a tutti che il fermare le auto per una giornata non rappresenta il mezzo per eccellenza per risolvere il problema smoke & fog, anzi, non è  proprio un mezzo, bensì un segnale, una presa di posizione da parte degli amministratori comunali.

Proprio la condivisione territoriale del blocco dovrebbe aumentare il valore del progetto: fermare le auto in tutte le città del nord Italia.

A oggi le adesioni non sono state proprio incoraggianti, alcuni primi cittadini hanno esplicitamente manifestato le loro perplessità: secondo il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini, per esempio, esistono altri sistemi educativi che potrebbero essere implementati in alternativa al blocco. Certo, ma perché non iniziare educando i cittadini a prendersi le proprie responsabilità e ritrovare qualche buona abitudine, come lasciare a casa la macchina e guadagnare la calma della bicicletta, i benefici di una passeggiata in un centro cittadino non ingorgato da smog e clacson?

Questo non è educare al rispetto dell’ambiente in cui viviamo?

Suscita un’altra considerazione l’obiezione del sindaco di Legnano Lorenzo Vitali (e in verità di molti altri) secondo cui non sarebbe necessario inoltrare una procedura d’emergenza, dato che l’emergenza PM10 è rientrata. L’affermazione è importante, perché evidenzia due punti degni di riflessione: il primo riguarda un modus operandi tipicamente politico, seguendo il quale si affaticano le procedure e si rallentano le azioni fino all’urgenza più totale, per la quale di solito è tardivo qualsiasi intervento.

Il secondo, invece, è di natura logica: come si può giudicare l’inquinamento da polveri sottili un’emergenza rientrata? È vero che le concentrazioni di inquinanti negli ultimi anni sono diminuite leggermente, ma se abbiamo superato i limiti europei di PM10 per l’intero anno in soli due mesi, evidentemente, siamo in emergenza, non basta certo una giornata di vento per archiviare il problema fino al picco successivo.

In un mondo investito dall’ondata green, i cittadini si aspettano qualcosa di più, coraggio forse, o semplicemente buon senso, valutatelo voi.

È un po’ come se un ragazzino passasse nel compito di fisica dal 3 al 4 e, soddisfatto, volesse smettere di studiare. Cosa gli si dovrebbe dire? Rilassati e vai in sala giochi?

marta.mainini@amb-ire.com

Annunci
 

aria fuori legge gennaio 25, 2010

Stamattina ero in metro, andavo al lavoro a Milano e leggevo uno dei classici quotidiani… Giro il foglio e vedo un’intera pagina immolata alla qualità dell’aria della megalopoli lombarda.

Eh sì, una pagina che raffigura diverse prospettive, diversi cieli, il più limpido e pulito, quello odierno, pubblicizza appunto la positività della situazione attuale.

Ora, va bene non voler deludere i cittadini e cercare di evitare allarmismi e preoccupazioni poco utili, ma, capiamoci, questo è un altro discorso.

Il 2010 è iniziato da poco, e già molte giornate milanesi hanno superato la soglia limite di particolato sottile in atmosfera. Cosa vuol dire? Che il 2010 è iniziato male, e che molte delle persone che vivono a Milano o vi si recano per lavoro hanno respirato un’aria fuori legge  –con una concentrazione di PM10 ben oltre  la soglia di sicurezza stabilita dall’Unione Europea.

Per fare un esempio a caso, ecco i dati registrati dall’Arpa il 23 gennaio:

http://www.arpalombardia.it/qaria/listaMI.asp

soglia massima: 50

Milano: 84

Ma perché devono dirci che va tutto bene? Chi non si informa in modo autonomo e legge il mio stesso quotidiano, oggi magari sarà andato a casa contento per la bella notizia.

Accordiamoci sulla realtà dei fatti, e cerchiamo di trovare una soluzione, perché, penso io, anche i politici avranno famiglia, no?

marta.mainini@amb-ire.com

 

Aria grama a Milano dicembre 2, 2009

Avviso di garanzia per Il Presidente Formigoni e il sindaco Letizia Moratti

Il Presidente si presenta alla conferenza stampa ridendo quasi, divertito:

“Avrei dunque violato – ha proseguito Formigoni – questo articolo che sanziona, cito testualmente, ‘chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti”.

Fa sempre piacere notare come i politici italiani prendano a cuore le tematiche ambientali: in questo caso il Pubblico Ministero ha ritenuto urgente intervenire non perché il Presidente lanciava per aria un innocuo foglietto di carta, ma piuttosto perché si rende responsabile del mancato adempimento delle norme sull’inquinamento dell’aria.

In Italia il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, che recepisce la direttiva europea 1999/30/CE, prevede un preciso obbligo: la quantità di PM10 in atmosfera deve essere massimo pari a 50µg/m³. Si può tollerare uno sforamento di tale vincolo per “soli” 35 giorni all’ anno.

Ovviamente Milano, come altre città del resto, sfora usualmente di più di 150 giorni all’anno, giorni quindi in cui i cittadini sono obbligati a respirare un’aria altamente pericolosa, poiché colma di particolato sottile la cui presenza in tali quantità è vietata dall’Europa proprio per la salute dei cittadini.

Quindi, caro Formigoni, mi spiega cosa c’è da ridere su questo avviso di garanzia? Potrà pure prendere la scusa della campagna elettorale, e dei dispetti politici, ma i risultati non cambiano. Milano è nella norma? NO. Quindi non c’è niente da ridere. E non mi interessa sentire i soliti discorsi su Ecopass, politiche ambientali portate avanti dal Comune, dal Sindaco Moratti, o da altri..  E’ l’ora dei risultati.

Se io vado al lavoro e non produco nulla, mi lasciano a casa. Facciamo in modo di ridurre l’inquinamento dell’aria. Non mi importa nulla del suo avviso di garanzia e del suo valore politico. A me interessa il significato: Milano non è a norma, non è efficiente, non è sana.

Come ci prepariamo alla Expo 2015 –Feeding the Planet?

Non so se il Pianeta mangia PM10.. non credo.

marta.mainini@amb-ire.com

 

Inquinamento. Vite al vento? gennaio 28, 2009

 

Da un recente studio pubblicato in New England Journal of Medicine*, realizzato da Brigham Young University e Harvard School of Public Health, è emerso che al decrescere dei livelli di particolato urbano aumenta l’aspettativa di vita dei cittadini. A chiarire ulteriormente l’incisiva influenza dell’inquinamento urbano sulla salute umana, arrivano i dati  di un ulteriore studio realizzato da Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed ex Apat (Agenzia per la Protezione  dell’Ambiente, secondo il quale sarebbero circa 9.000 i morti per inquinamento avvenuti nelle città italiane ogni anno. Legambiente ricorda infatti: “In particolare in 11 città (Bologna, Catania, Firenze, Genova, Venezia, Milano, Palermo, Pisa, Ravenna, Roma e Torino) tra il 2002 e il 2004 c’è stata una media di 8.220 morti l’anno per concentrazioni di Pm10 superiori a 20 microgrammi a metro cubo..”

Di cosa abbiamo ancora bisogno per capire che è necessario un’inversione di rotta, non solo per la salute del Pianeta in generale, ma, ancor più convincente,  perché è in gioco le salute stessa dell’uomo. Chi mai vorrebbe morire a 40 anni per aver vissuto in una maledetta città piena di particolato sospeso? Chi mai vorrebbe morire di una morte silenziosa, inaspettata, vigliacca? Chi mai potrebbe essere talmente incosciente da servire del veleno ogni mattina ai propri figli, alla propria famiglia? Chi mai resterebbe inerte ad osservare la propria casa  venire saccheggiata, demolita?

Chi mai sarebbe così stupido da fare tutto questo?

 

*Per visionare lo studio completo: http://content.nejm.org/cgi/content/full/360/4/376

 

Marta Mainini