Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

Nelle loro mani novembre 2, 2009

Ecco in quali mani cadono i progetti delle piccole e grandi opere in Italia.

Ecco le rassicuranti competenze di chi decide se un’opera può essere realizzata oppure no, se un intervento rischia di distruggere un territorio o no.

Ecco in che condizioni si trovano a lavorare professionisti seri, che vengono rimossi dal proprio incarico per far posto a tecnici.. come dire.. con la cataratta ad entrambi gli occhi?

“Il Tar del Lazio boccia la nomina, da parte del ministero dell’Ambiente, delle commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche e ponti, aeroporti e autostrade, porti e ferrovie. Una sconfessione secca contenuta nelle sentenze pubblicate il 30 ottobre che danno al ministero 45 giorni di tempo per rimettersi in regola”.

 http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/ambiente/ministero-bocciato/ministero-bocciato/ministero-bocciato.html

 

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

 

La “sporca decina” gennaio 19, 2009

 

Monossido di azoto, monossido di zolfo, benzene, cadmio, cromo, mercurio, piombo, idrocarburi policiclici aromatici, diossine, furani e monossido di carbonio.

 

Secondo i dati di Arpa Puglia dell’Ines, questi sono gli inquinanti di cui L’Ilva di Taranto detiene i record di emissione; si pensi anche solo al contributo della citata acciaieria all’immissione in atmosfera del monossido di carbonio: l’80% del totale fra le industrie italiane.

In articoli precedenti abbiamo già parlato del territorio pugliese, delle sue preoccupazioni e delle speranze in un cambiamento riposte nella legge regionale sulle diossine e furani approvata a fine 2008 dalla Regione Puglia e in una presa di posizione più forte del Ministero dell’Ambiente che, attraverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) potrebbe fissare  limiti alle emissioni inquinanti precisi e sicuri. Per ora, comunque, la gente continua a respirare tutto ciò che i camini dell’acciaieria rigurgitano.

L’unica azione intrapresa in questi giorni arriva dalla campagna Mal’Aria di Legambiente, attraverso la quale si intende lanciare un segnale di sfida: sono stati appesi alle finestre nel quartiere Tamburi, uno dei più colpiti dall’inquinamento industriale, le così dette lenzuola “acchiappa-smog”: saranno proprio queste lenzuola bianche, giorno dopo giorno, ad assorbire il malessere dell’aria e ad annerirsi di conseguenza. Quando la “sporca decina” avrà lasciato il segno su di esse, verrano raccolte e portate come simbolo al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, con la speranza che qualcosa finalmente venga fatto, perché non è possibile che in Italia esista una normativa tra le più permissive in Europa, che permette ad industrie malfunzionanti di rientrare nei parametri di legge solo perché lo Stato stesso stabilisce soglie inefficaci: ciò che da noi si può fare, in altri paesi europei viene bandito perché nocivo per la salute pubblica.. e, ahimè, il corpo umano è uguale ovunque..ciò che fa male a un polmone francese, in teoria, fa male a un polmone italiano.

 

Allora, teniamo alta l’attenzione sulla vicenda, perché l’aria è una risorsa preziosa, ed è davvero stupido, all’inizio del 2009, dover morire di inquinamento.

 

Marta Mainini