Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

certe volte pare che.. il mondo giri alla rovescia.. ottobre 13, 2009

 

Sfogliando le notizie di oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo.. non siamo matti noi, no, è il mondo che va alla rovescia.

Si legge infatti:

-Partenza imminente per i lavori preliminari del ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha confermato ieri a Trieste il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli “a dicembre, come ha comunicato l’amministratore delegato Pietro Ciucci, partiranno i primi lavori”-.

-Per il vicepresidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Fabio Giambrone, “tragedie annunciate, come l’alluvione di Messina, non devono accadere mai più. Fare il Ponte sullo Stretto significa programmare un’altra catastrofe. Se il governo – ha aggiunto Giambrone – continua imperterrito con la politica della cementificazione selvaggia, anche in zone con elevatissimi rischi idrogeologici come quella dello Stretto, purtroppo dovremo continuare a piangere per centinaia e centinaia di vittime innocenti” (lanuovaecologia.it)-.

 

Continuando a scorrere le notizie e ci accorgiamo di un altro articoletto, che passa un po’ defilato..

Beni mobili e immobili per un valore di oltre sessanta milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia ad un imprenditore edile di Soriano Calabro (Vibo Valentia), Giuseppe Prestanicola, 57 anni, arrestato nel febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

(..) Secondo l’accusa, Prestanicola avrebbe consentito l’infiltrazione della cosca Mancuso, che ha il controllo delle attività illecite in tutto il Vibonese, nei subappalti per i lavori dell’A3.

L’infiltrazione della cosca negli appalti del Vibonese sarebbe avvenuta attraverso l’acquisizione di subappalti nelle forniture di materiale e nei lavori. Giuseppe Prestanicola, in particolare, (..), si sarebbe infiltrato nel sistema di aggiudicazione, organizzazione ed esecuzione degli appalti “dimostrando così le potenzialità della cosca mafiosa che, unitamente ad altri gruppi mafiosi, avevano decretato la spartizione territoriale dei lavori sul tratto autostradale (secondo il decreto di sequestro dei beni emesso dal gip di Catanzaro su richiesta della Dda) (lanuovaecologia.it).

Avete capito bene, ancora si parla dell’interminabile ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ancora si ha la prova delle gravi infiltrazioni mafiose in appalti, rifornimenti di materiali, cave, costruzioni.. Ma invece del Ponte non potremmo vedere realizzate per il 2010 qualcuna delle centinaia di opere incompiute?

E poi cosa pensiamo, che le infiltrazioni mafiose lasceranno stare il Ponte solo perché troppo brutto? Ma vi siete mai chiesti una cosa: se i cittadini non lo vogliono (perché di fatto necessitano di strutture ben più basilari); i privati lo appoggiano solo per la garanzia economica dello Stato (dato che il traffico sullo Stretto negli anni è diminuito, quindi pure gli accessi su cui dovrebbero guadagnare in futuro) … perché il Governo italiano spinge così tanto per avere quest’opera? Chi realmente ci guadagnerà da questi anni di costruzioni, appalti, scavi, lavori interminabili… ?

 

marta.mainini@amb-ire.com

Annunci
 

Siamo tutti barboni giugno 23, 2009

 

A parte tutte le questioni politiche, sociali ed ambientali intorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina (che pure non son poche) io mi chiedo una cosa semplice: perché un qualsiasi giovane italiano, laureato o diplomato, per ottenere un buon lavoro sia costretto a fare mille colloqui, presentare un curriculum vitae dettagliato, con esami sostenuti, voti eccellenti, lavori passati con ottime referenze… mentre una società come Impregilo, con il pessimo curriculum che si ritrova, si aggiudica senza troppo clamore i lavori per il Ponte? Ma come è possibile?

Anche perché il Ponte, già nel caso in cui venisse realizzato in modo impeccabile, comporterebbe delle conseguenze ambientali e sociali immense; se poi dobbiamo fare i conti con le solite costruzioni all’italiana, le possibili infiltrazioni mafiose, il tentativo di risparmio utilizzando materiali scadenti e saltando qualche controllo…  cosa ci ritroveremo fra qualche anno? La mia paura è proprio quella di trovare un territorio deturpato e milioni di euro buttati per niente, mentre avrebbero potuto essere investiti in qualcosa di più utile.

Ma con un curriculum così, come ha fatto Impregilo ad aggiudicarsi l’appalto? E’ come se a scuola uno dei peggiori studenti della classe vincesse l’esosa borsa di studio tanto agognata e i “poveri”, meritevoli studenti, che hanno rispettato i termini di studio e superato brillantemente gli esami rimanessero a guardare.

Per esser più chiara, Impregilo è la stessa società responsabile delle case di sabbia in Abruzzo, dell’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Regio Calabria (eterna incompiuta)… “Su Impregilo pesano le ombre dell’inchiesta giudiziaria aperta a Monza per falso in bilancio, false comunicazioni sociali ed aggiotaggio. (..) Impregilo, nonostante la gara per il Ponte sullo Stretto, i megappalti per l’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria, il Passante di Mestre e il sistema Mose a Venezia, attraversa una forte crisi e risulta fortemente indebitata con alcuni dei maggiori gruppi bancari i quali, per il tortuoso sistema tutto italiano degli incroci azionari, si trovano a detenere rilevanti quote della società di cui sono creditrici” (A.Mangano e A. Mazzeo, Il Mostro sullo Stretto, Sicilia Punto L, www.terrelibere.org).

E per dirla tutta “Impregilo è il colosso italiano (…) che dalla Colombia al Guatemala, dalla Nigeria al Kurdistan, dal Lesotho all’Islanda, ha firmato megaopere devastanti dal punto di vista ambientale  e sociale (A. Mazzeo, Impregilo. I crimini del capitalismo italiano nel mondo, www.terrelibere.it/impregilo.htm).

Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Perché con il Ponte dovrebbe andar meglio?

Come credete sia possibile che sia di nuovo Impregilo ad occuparsi dell’ennesimo gigante mangia soldi?

Rimanendo impassibili di fronte a queste assurdità stiamo diventando tutti barboni. 

Non facciamo altro che dormire sotto al Ponte.

marta.mainini@amb-ire.com 

 

Pillole sul Ponte marzo 10, 2009

 

Opere che aspettano, educate, in fila dietro al Ponte: il raddoppio della ferrovia Palermo- Messina, Alta Velocità Napoli-Bari, acquisto di treni nuovi e funzionali, linee a binario unico (ancore presenti per il 90% in Sicilia e il 70% Calabria), linee non elettrificate (56% Sicilia, 53 Calabria).

E queste sarebbero opere a scala “ridotta”, necessarie, rapidamente cantierabili, in grado di attivare da subito nuova occupazione e risolvere problemi locali (Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale Legambiente, 6-03-2009).

Nota positiva dei grandi finanziamenti avviati dal Cipe –Comitato interministeriale per la programmazione economica: stanziati, in aggiunta ai 16,6 miliardi preannunciati e già destinati ad altro, 1 miliardo e 200 milioni di euro per interventi di edilizia scolastica, “al fine di rendere le scuole più sicure”  (Ministro dell’Istruzione Gelmini).

Codacons considera non sufficiente la somma.

Stanziati 200 milioni per edilizia carceraria.

Dei 16,6 miliardi messi in moto, solo 1,5 sono diretti alle infrastrutture  metropolitane: linea C di Roma, metro regionale campana, reti di Palermo e Catania, Bari e Cagliari, adeguamenti per Parma, Brescia e Bologna, e, last but not least, ne siamo certi, reti di trasporti in vista dell’Expo milanese del 2015. Tutto questo con 1,5 miliardi? (Non che siano pochi..però contestualizzando le spese ipotizzate..).

Dice il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli: del pacchetto di 16,6 miliardi di euro per le infrastrutture, “circa il 50% delle risorse va a infrastrutture situate nel Nord Italia, come la Brebemi, la Pedemontana, il terzo valico, la Milano-Treviglio e parte delle opere della Milano Expo. Oltre al Ponte, nel Mezzogiorno altre quote di risorse dovrebbero essere destinate all’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

 

Io oserei dire.. Prima, o meglio ancora,  invece del Ponte sullo Stretto, il Sud Italia e tutto il Paese in generale, necessiterebbero di una funzionalità del trasporto pubblico potenziata, moderna, capillare e affidabile.

 

Investiamo in questo, non nel cemento.

Abbiamo già sbagliato una volta; ogni libro che analizzi la crescita economica del dopoguerra parla di un attacco al territorio italiano brutale, annichilente.

Se, guidando, imboccate un vicolo cieco, il giorno dopo che fate, imboccate la stessa strada?

 

marta.mainini@amb-ire.com