Amb-ire

Promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione

un bicchiere mezzo vuoto? novembre 19, 2009

 

Ci stanno provando in tutti i modi. L’acqua è un bene di tutti.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/salva-infrazioni/fiducia-ronchi/fiducia-ronchi.html

Nel libro “Ponte sullo Stretto e Mucche da mungere” edito da Terrelibere.org, viene purtroppo ben descritto il caso della privatizzazione dell’acqua in Calabria, e non solo.

Direi che a questo punto il bicchiere per i cittadini è mezzo vuoto, mentre inizierà presto a straboccare per i privati interessati all’oro blu.

Ma io mi chiedo, se lo Stato deve occuparsi della “cosa pubblica” e l’acqua è uno dei beni primari, non dovrebbe saper gestire questo servizio in maniera decente senza dover ricorrere ai privati?

Che bel paese l’Italia.

marta.mainini@amb-ire.com

 

aggiornamenti da terrelibere.org ottobre 20, 2009

Aggiornamenti in diretta da Messina:

http://www.terrelibere.org/terrediconfine/tanto-il-ponte-lo-stanno-gi-facendo035918486X

 

E poi non è per vantarsi, ma prima di Napolitano, lo scorso 5 marzo, scrivevo questo articolo: https://ambire.wordpress.com/2009/03/05/piu-faraoni-o-piu-lavoratori/

in merito alle opere faraoniche..

 

a presto

 

marta.mainini@amb-ire.com

 

Incontro con l’autore 2-3 ottobre 2009 settembre 9, 2009

 

Venerdì 2 ottobre e sabato 3 Amb-ire presenterà:  

Luigi Sturniolo (a cura di). Ponte sullo Stretto e mucche da mungere – Grandi infrastrutture, servizi pubblici e bolle speculative, terrelibere.org edizioni, Messina – Catania 2009. Interventi di: Luigi Sturniolo, Peppe Marra, Antonello Mangano, Stephanie Westbrook, Giuseppe Sottile. Pagine 104.

 

libro ponte mucche

Fonte: http://www.terrelibere.org/libreria/ponte-sullo-stretto-e-mucche-da-mungere 

 

Negli ultimi anni l’intervento pubblico in economia (parternship pubblico-privato) è diventato “sempre più centrale nel finanziamento delle “grandi opere”: servizi di pubblica utilità come acqua, gestione dei rifiuti, trasporti, persino l’economia dei disastri e delle guerre dall’Africa all’Afghanistan. Sono le “mucche da mungere”, costruite o gestite con denaro pubblico o garantito dallo Stato, ma pensate per portare profitto ai privati con operazioni ad alto rischio ed inutili per il territorio. Il Ponte sullo Stretto – esempio estremo di questa strategia – può diventare un crack finanziario, una bolla speculativa pagata da tutti i cittadini”.

Potrebbe rivelarsi di maggior utilità focalizzare l’attenzione pubblica e gli investimenti disponibili su progetti infrastrutturali e di servizi locali, in modo da riattivare un’economia sostenibile, basata su un soddisfacimento delle necessità reali, incremento dell’occupazione locale, miglioramento della qualità della vita (viabilità, trasporti, costo della vita). (“L’inutilità e l’inefficacia del Ponte sullo Stretto sono paradigmatiche,  ma le stesse critiche utilizzate nei confronti di questa mega infrastruttura sono spendibili per molti altri casi in Italia e nel mondo”: privatizzazione dell’acqua, dighe, militarizzazione del territorio, hotel extralusso..).

Il libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere” tenta di tracciare un filo diretto fra le continue perdite di denaro pubblico, investito in opere grandiose che a distanza di anni non hanno ancora portato benefici reali alle comunità interessate, e quello che potrebbe essere un intervento sul territorio maggiormente efficace e soddisfacente: “alla costruzione del Ponte sullo Stretto è possibile opporre, ad esempio, una piattaforma sociale basata sulla messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico ed idrogeologico, un grande piano per l’edilizia scolastica..”.

Saranno presenti in entrambe le serate del 2 del 3 ottobre gli autori Luigi Sturniolo e Antonello Mangano.

Luigi Sturniolo è attivista nei movimenti sociali, negli ultimi anni impegnato nelle lotte contro la costruzione del Ponte.

 Antonello Mangano ha pubblicato ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni, dell’antimafia, della telematica. Si occupa di formazione, software libero e di forme alternative di comunicazione e distribuzione delle informazioni.

Terrelibere.org produce e raccoglie dal 1999 inchieste e ricerche sui rapporti tra Nord e Sud del Mondo, la mafia, le migrazioni, le questioni di genere, l’economia e la disuguaglianza.

 

Quando e dove?

VENERDì 2 Ottobre 2009, Casatenovo (LC):

ORE 21.00: Sala civica di Villa Facchi,Via Castelbarco n. 7, 23880, Casatenovo (LC).  

 

SABATO 3 Ottobre 2009, Varese:

ORE 17.30 – Libreria Croci, Via Como n. 20, 21100, Varese.

 ORE 21.00 – Sala Cesvov, Via Brambilla  n.15, 21100, Varese.

 

In collaborazione con: Arci Varese www.arcivarese.it; Gruppo Valle della Nava http://valledellanava.wordpress.com/ , Assessorato ecologia e ambiente Comune di Casatenovo http://www.comune.casatenovo.lc.it/Amministrazione/sindaco-giunta.htm

Per ulteriori informazioni: marta.mainini@amb-ire.com

 

Siamo tutti barboni giugno 23, 2009

 

A parte tutte le questioni politiche, sociali ed ambientali intorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina (che pure non son poche) io mi chiedo una cosa semplice: perché un qualsiasi giovane italiano, laureato o diplomato, per ottenere un buon lavoro sia costretto a fare mille colloqui, presentare un curriculum vitae dettagliato, con esami sostenuti, voti eccellenti, lavori passati con ottime referenze… mentre una società come Impregilo, con il pessimo curriculum che si ritrova, si aggiudica senza troppo clamore i lavori per il Ponte? Ma come è possibile?

Anche perché il Ponte, già nel caso in cui venisse realizzato in modo impeccabile, comporterebbe delle conseguenze ambientali e sociali immense; se poi dobbiamo fare i conti con le solite costruzioni all’italiana, le possibili infiltrazioni mafiose, il tentativo di risparmio utilizzando materiali scadenti e saltando qualche controllo…  cosa ci ritroveremo fra qualche anno? La mia paura è proprio quella di trovare un territorio deturpato e milioni di euro buttati per niente, mentre avrebbero potuto essere investiti in qualcosa di più utile.

Ma con un curriculum così, come ha fatto Impregilo ad aggiudicarsi l’appalto? E’ come se a scuola uno dei peggiori studenti della classe vincesse l’esosa borsa di studio tanto agognata e i “poveri”, meritevoli studenti, che hanno rispettato i termini di studio e superato brillantemente gli esami rimanessero a guardare.

Per esser più chiara, Impregilo è la stessa società responsabile delle case di sabbia in Abruzzo, dell’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Regio Calabria (eterna incompiuta)… “Su Impregilo pesano le ombre dell’inchiesta giudiziaria aperta a Monza per falso in bilancio, false comunicazioni sociali ed aggiotaggio. (..) Impregilo, nonostante la gara per il Ponte sullo Stretto, i megappalti per l’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria, il Passante di Mestre e il sistema Mose a Venezia, attraversa una forte crisi e risulta fortemente indebitata con alcuni dei maggiori gruppi bancari i quali, per il tortuoso sistema tutto italiano degli incroci azionari, si trovano a detenere rilevanti quote della società di cui sono creditrici” (A.Mangano e A. Mazzeo, Il Mostro sullo Stretto, Sicilia Punto L, www.terrelibere.org).

E per dirla tutta “Impregilo è il colosso italiano (…) che dalla Colombia al Guatemala, dalla Nigeria al Kurdistan, dal Lesotho all’Islanda, ha firmato megaopere devastanti dal punto di vista ambientale  e sociale (A. Mazzeo, Impregilo. I crimini del capitalismo italiano nel mondo, www.terrelibere.it/impregilo.htm).

Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Perché con il Ponte dovrebbe andar meglio?

Come credete sia possibile che sia di nuovo Impregilo ad occuparsi dell’ennesimo gigante mangia soldi?

Rimanendo impassibili di fronte a queste assurdità stiamo diventando tutti barboni. 

Non facciamo altro che dormire sotto al Ponte.

marta.mainini@amb-ire.com 

 

Il Ponte ci sta stretto? giugno 11, 2009

 

Estratto dall’articolo di Antonello Mangano “Ponte sullo Stretto, ricomincia la farsa”.

 “L’intervento pubblico per il Ponte coprirà una piccola parte della spesa, per il resto si aspettano gli improbabili fondi dei privati. Continuano gli sprechi a base di studi, tangenziali e opere inutili. Gli espropri sono iniziati e coinvolgono il tesoriere di Berlusconi e 100 cittadini che hanno già fatto ricorso al TAR. Intanto l`A3 (tratto del corridoio Palermo – Berlino che sta alla base dell’ideologia del Ponte) è una eterna incompiuta dove dominano le ‘ndrine, le frane, gli incidenti. Anas, Impregilo e Condotte sono coloro che hanno fallito nell’autostrada e che ora si propongono per il Ponte”(…). 

“Riusciranno le ditte e l’ente pubblico incapaci di portare a termine un banale ammodernamento autostradale a realizzare l’opera ingegneristica più complessa al mondo? Riusciranno gli stessi soggetti, che pochi chilometri più a nord hanno stretto imbarazzanti patti con la ‘ndrangheta (oggetto di quattro inchieste giudiziarie, l’ultima delle quali risale a pochi giorni fa) a diventare impermeabili alle famose “infiltrazioni” criminali?

E’ questo uno degli argomenti più interessanti della vicenda Ponte, stranamente esclusa dalle dichiarazioni dei protagonisti che di mafia parlano solo come ipotesi futuribile e non come fenomeno in essere. Il solito Ciucci ha pronta la soluzione: “I cantieri del Ponte saranno controllati con i badge per registrare le presenze e con rilevamenti satellitari che consentiranno di sapere dove sono i mezzi, di chi sono e cosa vanno a caricare e scaricare”. Tra l’altro, era una soluzione già proposta ed in parte avviata all’apertura dei cantieri dell’A3. Anche se sull’argomento tace, l’Anas ha appena affrontato questi problemi, come del resto Impregilo e Condotte (a cui qualche mese fa fu revocata e poi riassegnata la certificazione antimafia): le due società hanno gestito il macro-lotto che coincide con il tratto reggino dell’autostrada.

I risultati sono stati disastrosi: colpite dall’arroganza delle ‘ndrine, le ditte hanno minacciato di andar via, ma solo dopo i procedimenti giudiziari che dimostravano la presenza delle organizzazioni criminali nei cantieri. Le opere procedono da anni ad un ritmo estenuante. Numerosi gli incidenti, l’ultimo dei quali è avvenuto il 12 marzo, col terribile bilancio di 2 morti e 9 feriti. A causa delle forti piogge dell’inverno l’intera regione è rimasta pressoché isolata da frane e smottamenti, una delle quali ha causato una strage all’altezza dello svincolo di Altilia Grimaldi: un pezzo di collina si stacca da un’altezza di sessanta metri, diecimila metri cubi di detriti, massi e fango che si riversano sull’autostrada sottostante e travolgono un furgone in transito, provocando due morti e cinque feriti”.

(Ponte sullo Stretto, ricomincia la farsa. Antonello Mangano, 21 marzo 2009, www.terrelibere.org)

 

marta.mainini@amb-ire.com